Cronaca

“Cantante vicino ai neofascisti”: annullato il concerto di Povia a Trezzano sul Naviglio

L’organizzazione ha annullato il concerto di Povia a Trezzano dopo la polemica dell’Anpi

Nessuna esibizione. Niente più festa. È stato annullato - per decisione dello stesso organizzatore, il parroco Paolo Formenton - il concerto di Giuseppe Povia a Trezzano sul Naviglio. 

Il cantante milanese avrebbe dovuto esibirsi il 23 settembre nella parrocchia di San Lorenzo Martire, ma l’Anpi provinciale di Milano aveva chiesto che lo show fosse cancellato per la vicinanza - si leggeva in un comunicato - di “questo personaggio alla formazione neofascista e antisemita Lealtà e Azione”. 

Mercoledì sera, dopo giorni di riflessioni, è arrivata la comunicazione ufficiale: concerto annullato. “Libertà e democrazia hanno perso. Mafia e dittatura hanno vinto - è stato il primo commento dell’artista, affidato a un lungo video su Facebook -. La verità annienta la paura o la paura annienta la verità?”. 

“Padre Paolo Formenton lei dimostra di avere una fede molto debole”, l’attacco di Povia, che ha poi continuato: “Io creo un’opinione, accendo dibattiti e da un lato meno male che succede questa cosa anche attraverso una semplice canzone. Vuol dire che qualcuno è vivo”. 

Poi, l’attacco frontale all’Anpi: “Questi estremi dittatori dell’Anpi Milano sono riusciti a farmi annullare il concerto. Anche lor partigiani ai tempi furono assassini, ma questo per l’italiano medio è un dettaglio. Si ricordano - il j’accuse di Povia - solo i morti del fascismo, come se morti del comunismo fossero giusti”. 

“Oggi - ha concluso il cantante - avete assassinato la mia anima. Io pago il prezzo della mia libertà”. 

“Giuseppe Povia - avevano denunciato proprio i partigiani, per bocca del loro presidente Roberto Cenati - non è ospite gradito a Trezzano sul Naviglio. Oltre ad essere legato ad una formazione dichiaratamente neofascista, il cantautore rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi, tra i quali quelli dell'accoglienza, della solidarietà, dell'unità del nostro Paese e delle stesse problematiche relative alle vaccinazioni”.

Povia, in effetti, soprattutto negli ultimi periodi, ha fatto poco o nulla per nascondere le sue idee, portando avanti una sorta di battaglia “no vax” parallela alla sua carriera musicale. E proprio nelle sue canzoni non mancano - anzi abbondano - i riferimenti ai temi di immigrazione e accoglienza. Tanto che il suo ultimo lavoro - “Immigrazìa” - è stato presentato dallo stesso Povia su Facebook con il “lancio”: “Diffondi sul profilo degli antirazzisti, dei democratici e dei gombagni”. 

Una scelta - quella della “libertà” per dirla con le parole di Povia - che ha scatenato la rabbia dell’Anpi e che è costata al cantante l’annullamento del concerto. 

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