Cronaca

Furto di ovuli in clinica: 'Falsa la firma sul consenso. E' di Antinori e non della paziente'

Secondo l'esperta in grafologia, quella firma sarebbe compatibile con la scrittura di Antinori

Antinori

Proseguono le indagini sul caso del ginecologo Severino Antinori. Stando a quanto emerge dal una consulenza grafologica disposta dalla procura di Milano, il documento sarebbe stato falsificato. Non sarebbe della ventiquattrenne spagnola la firma appostata in calce al consenso informato sul prelievo degli ovuli. 

L'infermiera spagnola che sarebbe stata immobilizzata e sedata dal ginecologo per un prelievo forzoso di otto ovuli effettuato contro la sua volontà, non avrebbe mai apposto il suo consenso all'operazione.

Secondo l'esperta in grafologia consultata dal pm Maura Ripamonti, quella firma sarebbe compatibile con la scrittura di Antinori soprattutto sulla base della grafia e della pressione esercitata sui fogli. Di qui l'accusa di falso materiale e ideologico contestata al ginecologo assieme a quelle di rapina, sequestro di persona, lesioni personali aggravate ed estorsione.

I magistrati milanesi titolari dell'inchiesta hanno interrogato Antonino Marcianò, anestesista della clinica Matris. L'uomo, una delle cinque persone indagate dalla Procura di Milano, ha negato che quel documento sia stato in qualche modo falsificato. "L'ho vista firmare tutti i moduli frettolosamente", avrebbe fatto mettere a verbale Marcianò.

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