Cronaca

Processo Antinori, l'infermiera vuole 100 mila euro per danni

La donna tuttora non lavora per lo choc. I dettagli e la vicenda del famoso ginecologo accusato di avere estratto gli embrioni alla 24enne senza consenso

Severino Antinori

Centomila euro per i danni biologici e morali: è quanto chiede l'infermiera spagnola vittima di un prelievo forzato di ovuli, ad aprile 2016, da parte del ginecologo Severino Antinori alla clinica Matris. La richiesta è stata avanzata dall'avvocato della donna, che si è costituita parte civile al processo contro Antinori ed altri imputati. 

Antinori rischia nove anni di carcere: è quanto è stato chiesto dai pm di Milano che rappresentano l'accusa. Secondo l'avvocato dell'infermiera, la sua assistita ha subìto un trauma tale da non consentirle, ancora adesso, di lavorare.

Antinori: "L'infermiera mi costrinse a fare sesso con lei"

Antinori venne arrestato a maggio del 2016: secondo l'accusa (da lui sempre respinta), avrebbe costretto l'infermiera a sottoporsi all'anestesia, poi avrebbe falsificato la firma sui moduli del consenso informato e infine avrebbe compiuto l'operazione. A rivelare ai carabinieri il tutto era stata proprio la donna, che aveva ventiquattro anni e che, al risveglio dall'anestesia, era riuscita a telefonare al 112 di nascosto utilizzando il telefono della clinica, perché il suo cellulare le era stato sottratto.

La donna aveva poi chiesto aiuto anche alla clinica Mangiagalli, dove aveva spiegato per filo e per segno ai medici quanto accaduto. I carabinieri del Nas si recarono alla clinica Matris di via dei Gracchi e trovarono i sei embrioni, destinati a essere impiantati a pazienti di Antinori.

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