Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Via Belvedere

Sgozza la vicina di casa per rapinarla dei gioielli: killer incastrato dal Dna e dai debiti

I carabinieri risolvono il caso dell'omicidio di Antonietta Migliorati, la donna uccisa ad agosto

Il killer

Era alla ricerca di soldi. Poco tempo prima aveva provato con alcuni istituti bancari. Voleva un prestito di poco più di tremila euro. Probabilmente doveva saldare qualche debito di droga - la sua principale attività - ipotizzano adesso gli investigatori. Sarebbe questo il movente che lo ha spinto ad entrare in casa di Antonietta Migliorati quel giovedì 17 agosto. Renato Modugno, italiano 53enne, è stato arrestato dopo oltre sei mesi: è accusato di essere l'autore dell'omicidio della donna. L'ha rapinata e uccisa con quasi dieci coltellate sulla nuca.

Modugno, con precedenti risalenti a metà degli '80 per rapina e furto, viveva a Varese da quando si era allontanato dalla famiglia ma continuava a frequentare la palazzina di via Belvedere a Rho, dove viveva la ex moglie con il figlio.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Monza e della Compagnia di Rho, con il supporto tecnico-scientifico del Ris di Parma, hanno permesso di ricostruire gli ultimi minuti di vita della vittima, trovata alcune ore dopo dalla figlia in una pozza di sangue. Per gli investigatori è certo che la signora, 73 anni, fosse viva fino alle 15.42, orario in cui ha chiuso al telefono con una sua amica. Attorno alle 16 invece, Modugno si sarebbe congedato dall'abitazione dell'ex, che abita nel piano sopra casa di Antonietta. Poi l'uomo avrebbe dovuto lasciare la palazzina ma, stando anche ai tabulati telefonici, è rimasto nell'edificio per quasi un'altra ora. Solo attorno alle 17 le celle telefoniche mostrano il suo effettivo allontanamento.

E' proprio in quel lasso di tempo che - secondo gli investigatori, coordinati dal Pm Antonio Pistillo - Modugno si è introdotto in casa della donna. Lo ha fatto senza scassinare ma facendosi aprire - la 73enne lo conosceva in quanto suo ex vicino di casa - oppure sfruttando il fatto che l'anziana era solita non chiudere quasi mai del tutto la porta d'ingresso per far passare un po' d'aria. Dentro, tra i due ci sarebbe stata una colluttazione nella sala: mobili e suppellettili in disordine né sarebbero la testimonianza. Poi, dopo averla tramortita, l'uomo l'avrebbe trascinata in bagno dove l'avrebbe uccisa colpendola più volte all'altezza delle vertebre cervicali. L'arma non è stata mai trovata.

Il 53enne, secondo le ipotesi dei detective dei militari, sarebbe poi scappato portandosi via con sé una collana con un ciondolo, un orologio d'oro, un bracciale, un orecchino - l'altro lo ha dimenticato nella fretta - e, probabilmente, anche dei soldi in contanti. La vittima, infatti, in casa conservava sempre qualcosa, frutto anche della sua attività come cartomante amatoriale. Non è certo se mancassero altri beni all'appello perché la figlia non conosceva con certezza quanti preziosi avesse la madre.

Il Ris dei carabinieri è poi riuscito ad isolare il Dna del presunto killer addosso al cadavere della donna. Antonietta aveva tracce genetiche dell'uomo sulla palpebra destra, forse per un pugno ricevuto, e sul dorso della mano destra. Questi dati, incrociati con quelli tecnici e con le varie testimonianze - da quest'indagine ne é nata una parallela per droga -, hanno convinto i magistrati a convalidare la richiesta d'arresto dell'ex vicino.

Le parole del sindaco di Rho

"Voglio complimentarmi con i nostri carabinieri - ha detto il sindaco di Rho Pietro Romano - e ringraziarli per aver condotto con tenacia ed assoluta professionalità le indagini, che hanno finalmente portato all'arresto del responsabile dell'omicidio di Antonietta Migliorati. Le indagini sono state lunghe e complesse, ma sono state battute tutte le piste ed è stato ricostruito il quadro accusatorio con un preciso movente. Tutta la Città di Rho era rimasta profondamente scossa da questo omicidio apparentemente inspiegabile e chiedeva giustizia per Antonietta, una donna solare, benvoluta da tutti e che non aveva nemici. Ora giustizia è per Antonietta e per la sua famiglia".

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