Cronaca

Ergastolano per 4 omicidi in permesso premio accoltella un uomo a Milano: "Torni dentro"

Cianci sarà interrogato nel carcere di San Vittore dove ora è detenuto dopo il nuovo arresto

Repertorio

Antonio Cianci, l'ergastolano 60enne che tra il 1974 e il 1979 uccise un metronotte e tre carabinieri e poi venerdì scorso, in permesso premio, ha tentato di uccidere un anziano per rapinarlo all'ospedale San Raffaele, deve restare in carcere. Oltre all'ergastolo da scontare, le nuove accuse sono di tentato omicidio e rapina. Lo chiede la Procura di Milano che lunedì mattina, col pm Nicola Rossato, ha inoltrato all'ufficio gip la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare.

Cianci sarà interrogato martedì nel carcere di San Vittore dove ora è detenuto dopo il nuovo arresto. Un'equipe di psicologi, criminologi, educatori in una relazione favorevole del carcere aveva dato atto del percorso positivo di Cianci e del suo cambiamento, tanto che il Tribunale di Sorveglianza a fine luglio diede l'ok ai permessi premio. Nel frattempo, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha dato mandato all'Ispettorato di compiere accertamenti preliminari sulla vicenda.

L'accoltellamento al San Raffaele

Cianci, origini foggiane (Cerignola), era stato condannato appena 20enne per omicidio doloso plurimo alla fine degli anni Settanta. Intorno alle 18 di sabato 9 novembre, per motivi ancora da ricostruire - ma probabilmente a causa di una rapina finita male - avrebbe accoltellato un 79enne nel parcheggio sotterraneo del San Raffaele. Le condizioni della vittima sono gravi, ma l'uomo non sarebbe in pericolo di vita.

L'episodio è avvenuto in serata e poco dopo la polizia ha fermato il killer con un taglierino sporco di sangue ancora in tasca, i pantaloni con altre tracce ematiche, guanti e lo smartphone del malcapitato ferito.

E proprio nel tentativo di derubare l'anziana vittima, a una sua reazione, Cianci avrebbe usato la lama. Il 79enne si trovava vicino alle macchinette del caffè al piano -1 del nosocomio quando è stato colto di sorpresa e ha subito un profondo taglio alla gola.

Cianci: una carriera criminale fulminea 

Secondo quanto trapela dagli archivi, nei decenni di carcere Cianci non aveva mai dato particolari problemi. Ma ci entrò giovanissimo: irrequieto e testa calda, arrivò insieme alla famiglia dal Sud all'inizio degli anni Sessanta e si stabilì a Pioltello. Da ragazzino girava armato e uccise tre carabinieri durante un posto di blocco sulla Rivoltana nel 1979: i militari si accorsero che l'auto sulla quale viaggiava era rubata e, alla richiesta di spiegazioni, Cianci fece fuoco. I militari non ebbero il tempo di reagire. Da quell'istante, il lunghissimo buio prima a Opera e poi a Bollate. Fino alla tragica rapina di sabato. 

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