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Immagine repertorio

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Ergastolano per 4 omicidi in permesso premio accoltella un uomo: non risponde al gip

Antonio Cianci, difeso dall'avvocato Lionetti, si è avvalso della facoltà di non rispondere

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Antonio Cianci, l'ergastolano 60enne che sabato 9 novembre, nel parcheggio dell'ospedale San Raffaele a Milano, avrebbe accoltellato un anziano di 79 e che quarant'anni fa aveva ucciso tre carabinieri. Assistito dal suo difensore, l'avvocato Ursula Lionetti, ha preferito non rispondere alle domande del giudice.

Cianci, ora accusato di rapina e tentato omicidio, era fuori dal carcere di Bollate, dove sta scontando l'ergastolo, per un permesso premio di 12 ore concesso sulla base di una norma che prevede la valutazione di buona condotta e assenza di pericolosità sociale. 

L'accoltellamento al San Raffaele

Cianci, origini foggiane (Cerignola), era stato condannato appena 20enne per omicidio doloso plurimo alla fine degli anni Settanta. Intorno alle 18 di sabato, per motivi ancora da ricostruire - ma probabilmente a causa di una rapina finita male - avrebbe accoltellato un 79enne nel parcheggio sotterraneo del San Raffaele. Le condizioni della vittima sono gravi, ma l'uomo non sarebbe in pericolo di vita.

L'episodio è avvenuto in serata e poco dopo la polizia ha fermato il 60enne con un taglierino sporco di sangue ancora in tasca, i pantaloni con altre tracce ematiche, guanti e lo smartphone del malcapitato ferito.

E proprio nel tentativo di derubare l'anziana vittima, a una sua reazione, Cianci avrebbe usato la lama. Il 79enne si trovava vicino alle macchinette del caffè al piano -1 del nosocomio quando è stato colto di sorpresa e ha subito un profondo taglio alla gola.

Cianci: una carriera criminale fulminea 

Secondo quanto trapela dagli archivi, nei decenni di carcere Cianci non aveva mai dato particolari problemi. Ma ci entrò giovanissimo: irrequieto e testa calda, arrivò insieme alla famiglia dal Sud all'inizio degli anni Sessanta e si stabilì a Pioltello. Da ragazzino girava armato e uccise tre carabinieri durante un posto di blocco sulla Rivoltana nel 1979: i militari si accorsero che l'auto sulla quale viaggiava era rubata e, alla richiesta di spiegazioni, Cianci fece fuoco. I militari non ebbero il tempo di reagire. Da quell'istante, il lunghissimo buio prima a Opera e poi a Bollate. Fino alla tragica rapina di sabato. 

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