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Cronaca

Addio al "Corbetta", "tuttologo" di fine serata sui Navigli

Se ne va un soffio di milanesità pura, barba lunga e parlata astrusa, davanti al bar-tabaccheria di Peppuccio. MilanoToday prova a descriverlo, anche se è impossibile

Per qualcuno era un semplice "barbone". Un personaggio un po' strambo, barba incolta e parlata astrusa, che bighellonava sui Navigli. Sigaretta in una mano, birra nell'altra. Per altri (tanti, tantissimi) era, invece, un "must". Una colonna portante, un soffio di milanesità perenne. 

Se ne andato il "Corbetta", l'altra notte. A quanto è stato appurato, per una crisi respiratoria. La notizia ha iniziato a circolare su Facebook (a scriverne il giornalista del Corriere Matteo Cruccu) e poi, via via dilagante, si è sparsa su Twitter. 

Descriverlo è difficile, senza averlo mai conosciuto. Lo prova a fare Danilo Dagradi, milanese, autore di Milanodavedere. "Era considerato "l'ultima parola" della serata - dice Danilo a MilanoToday -. Era sempre davanti al bar tabacchi di Peppuccio, con la birra in mano. Anni fa, solo lì trovavi le sigarette anche a tarda notte. Era l'unico posto. E c'era sempre anche il Corbetta". 

Quindi, ricapitolando. Fine serata, magari un po' alticci, urge tabacco. La soluzione è Peppuccio. Tra luci fioche, sirene in lontananza, serrande abbassate e alba che nasce, Antonio Corbetta dice la sua. "Non importava l'argomento, lui parlava - racconta Danilo -. Di tutto, di qualsiasi cosa. Magari era un po' brillo, magari lo eri anche tu. Lui non si tirava mai indietro. Aveva una gran testa pensante. Ricordo lunghissimi discorsi sul nulla e sul tutto. Mi mancherà". 

Sul web, c'è un'ultima testimonianza, al bar tabaccheria "Della Darsena" di Peppuccio (l'ex batterista jazz più famoso dei Navigli) dove, incalzato, intona e soprattutto stona. L'ultima canzone, prima dell'ultima birra. Stavolta in cielo. 

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