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Milano, l'uomo che per 22 mesi consecutivi ha truffato migliaia di euro a marito e moglie

In manette un 35enne, accusato di aver truffato 60mila euro a due anziani coniugi di Rho

Per quasi due anni, da gennaio 2019 a ottobre 2020, si è finto il rappresentante di un'azienda di energia. In tutti quei mesi è riuscito a convincere le sue vittime della sua onestà. E così, senza nessuno scrupolo, è riuscito a rubare loro 60mila euro, i risparmi di una vita intera. 

Un uomo di 35 anni, un cittadino italiano residente a Tradate, nel Varesotto, è stato arrestato mercoledì mattina dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di "truffa aggravata e sostituzione di persona aggravata continuata".

I militari hanno iniziato a indagare sul 35enne, che ha precedenti specifici, lo scorso ottobre dopo aver ricevuto una denuncia. A quel punto i militari hanno scoperto che il truffatore si era spacciato come rappresentante di una società di energia e aveva spinto due anziani coniugi di Rho a sottoscrivere nuovi contratti per i servizi di fornitura di luce e gas, senza chiaramente consegnare loro alcuna copia dei documenti. Lui stesso - hanno spiegato i militari in una nota - si era offerto di provvedere personalmente ai pagamenti convincendo gli anziani "ad effettuare, con cadenza quasi quotidiana e talvolta con insistenza, presentandosi anche in orario notturno, prelievi di contanti presso gli sportelli bancomat". In più, in alcune occasioni, l'uomo ha anche costretto i due a consegnargli gioielli e preziosi che sono poi spariti.

E non solo. Nell'estate del 2020, sempre secondo le indagini, il 35enne ha convinto marito e moglie della possibilità di ristrutturare la loro abitazione e si è proposto per sbrigare tutte le pratiche necessarie. Così, per ben due volte si è presentato in banca insieme agli anziani, fingendosi loro nipote, riuscendo a farsi accreditare su un suo conto corrente dei prestiti aperti dalle vittime, la cessione del quinto ed altri servizi.

Per il 35enne adesso si sono aperte le porte del carcere. Il Gip ha anche emesso un "decreto preventivo di denaro contante e su conto corrente" per cercare di restituire agli anziani i soldi truffati. 

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