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Una schermata di Taxiyoo

Una schermata di Taxiyoo

Taxi e App: a Milano il "matrimonio" non funziona

Poco successo per l'applicazione creata dall'Unione artigiani, ecco perché

Quando la battaglia dei tassisti contro Uber era incandescente, da parte di molte organizzazioni di taxi si diceva che l'app in sé va bene, ma non come il colosso americano la fa funzionare. Sembra però che, in realtà, almeno a Milano le app dei tassisti non "sfondino". Per funzionare bene, devono essere ovviamente diffuse su ambo i lati: i tassisti e i clienti. Repubblica si occupa della diffusione presso i tassisti.

Taxiyoo è l'applicazione dell'Unione artigiani, che peraltro è anche un'organizzazione di categoria con molti tassisti iscritti. Sulla carta dovrebbe essere una applicazione vincente. Invece, a quanto pare, stenta a raccogliere adesioni. Sarebbero circa 120-150 gli iscritti tra i tassisti. Troppo pochi per garantire un reale servizio ai clienti, considerando che a Milano ci sono circa 4.200 iscritti ai Radiotaxi (4040, 8585 e 6969).

Eppure, l'adesione al Radiotaxi costa sui 200 euro al mese, mentre con Taxiyoo il tassista "rinuncia" a circa 80 centesimi a corsa, in favore dell'Unione artigiani. Che avverte: "Non siamo in concorrenza con i Radiotaxi, ma complementari".

Qual è allora il motivo di questo (per ora) scarso successo? Secondo quanto riferisce Repubblica, l'iscrizione al Radiotaxi prevede l'esclusiva totale. Ovvero, non è possibile servirsi anche delle applicazioni.

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