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I due arrestati ripresi dai finanzieri

I due arrestati ripresi dai finanzieri

L'ex assessore e l'amico che hanno rubato 1,2 milioni di euro alle persone più 'deboli'

In manette un ex assessore del comune di Pavia e un suo amico. Frodi da oltre 1 milione

Il suo ruolo gli avrebbe imposto di difendere quelle persone, di tutelarle, di gestire i loro beni con attenzione e oculatezza. E invece, stando alle indagini, avrebbe considerato quei soldi come suoi - tanto che l'inchiesta è stata ribattezzata "Casa mia" - fino a farli praticamente sparire. 

Sergio Contrini - 65 anni, ex assessore ai servizi sociali del comune di Pavia, dal 90 al 93 e dal 96 al 2004, nonché ex presidente per 10 anni dell'azienda servizi alla persona - è stato arrestato mercoledì mattina dalla guardia di finanza insieme a un 41enne cittadino brasiliano, suo complice. I due sono accusati a vario titolo di peculato aggravato e continuato in concorso, rifiuto e omissione di atti di ufficio perché insieme avrebbero truffato decine e decine di persone non autosufficienti, di cui lo stesso Contrini era stato nominato amministratore di sostegno. 

Le truffe dell'ex assessore

Stando a quanto ricostruito dall'inchiesta coordinata dai pm Mario Venditti e Andrea Zanoncelli, in circa 10 anni l'ex assessore e il socio avrebbero fatto sparire 1,2 milioni di euro, tra contanti e beni immobili. "Le indagini delle fiamme gialle hanno dimostrato che la gestione dei patrimoni non è stata sempre improntata a tutelare gli interessi degli anziani affidati alle cure" di Contrini, si legge in una nota dei finanzieri. E ancora: "Egli, infatti, ha ripetutamente, nel corso di un decennio, dirottato patrimoni e denaro contante a favore del complice brasiliano". 

Così - "magicamente", mettono nero su bianco gli investigatori - appartamenti dal valore di centinaia di migliaia di euro sono diventati di proprietà del 41enne, che ha ricevuto sui propri conti correnti anche soldi spostati dalle proprietà degli assistiti di Contrini. 

I negozi a Milano coi soldi truffati

Già a dicembre scorso, la guardia di finanza aveva sequestrato all'ex assessore e al complice tre appartamenti, tre box, alcuni conti correnti riconducibili ai due, dei gioielli trovati a casa del 65enne, oltre che le quote di quattro attività commerciali aperte dal brasiliano nel Milanese. 

Neanche quello, però, aveva fermato i due, tanto che - proseguono i finanzieri - "sono emersi altri rapporti bancari" di cui Contrini "figura a tutt’oggi amministratore di sostegno di alcuni soggetti e sui cui conti correnti risulta aver effettuato recentemente operazioni come delegato ad operare".

E non solo. Perché - sempre secondo le indagini - l'imprenditore brasiliano avrebbe cercato di aprire un nuovo conto corrente, intestato a un prestanome, su cui far confluire 18mila euro appena ricevuti dallo Stato italiano attraverso il "decreto ristori" per le sua attività. 

Da mercoledì mattina, l'ex assessore e il complice si trovano nel carcere di Pavia. 

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