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Due uomini in comune tra le due bande

Due uomini in comune tra le due bande

La banda di ladri che rubava a casa dei vip

Presi i ladri che hanno svaligiato casa di Diletta Leotta. Due di loro avevano colpito anche a casa di Eleonora Incardona, influencer ed ex cognata della giornalista. I due blitz a Milano

Sapevano benissimo chi stavano colpendo. Avevano scelto le loro vittime, in entrambi casi, consapevoli che il bottino sarebbe stato importante. E ogni volta avevano adottato tutte le precauzioni necessarie, dalle mascherine per coprire il volto ai guanti per non lasciare impronte fino agli abiti mediamente eleganti per non "sfigurare" nelle vie della Milano bene. Ma alla fine, purtroppo per loro, non è servito a nulla perché i poliziotti hanno messo insieme le tessere del puzzle una dopo l'altra e hanno tirato la rete. 

In manette, perché ritenuti i responsabili del furto commesso a casa della giornalista Diletta Leotta la sera del 6 giugno, sono finiti nelle scorse ore quattro uomini e una donna, tutti di etnia rom e tutti veri professionisti del settore, tanto che uno degli investigatori che ha dato loro la caccia ha parlato di "criminali che fanno quello", con numerosi precedenti sempre per furti di ingente valore. In cella - tre per un'ordinanza di custodia cautelare e due per un fermo di indiziato di delitto - sono finiti il 44enne Shkelzen Kastrati, il 25enne Samuel Milenkovic, il 26enne Luka Rajkovaca, il 24enne Cristian Hudorovich e la 28enne Andreea Ramona Meisan. 

Video | Così i ladri sono entrati a casa Leotta

Il furto a casa di Diletta Leotta

Il colpo a casa Leotta - bottino di 150mila euro tra borse e gioielli - era avvenuto alle 23.10 del 6 giugno, mentre la conduttrice tv era fuori dal suo appartamento al nono piano di un condominio di via Quadrio, in zona Garibaldi. 

Hudorovich e Meisan, stando a quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile, guidati dal dirigente Marco Calì, erano rimasti fuori a fare da "palo", a controllare che non arrivassero occhi indiscreti dopo che la banda era stata per un intero pomeriggio in zona a monitorare gli spostamenti della vittima, controllata probabilmente anche attraverso il suo profilo Instagram.

A entrare in azione, ripresi dalle telecamere di sicurezza del palazzo, erano invece stati Milenkovic - il primo a scavalcare il cancello e a forzare la porta -, Rajkovaca, il secondo a fare ingresso nel palazzo, e il più esperto, Kastrati. I ladri erano poi saliti fino al tetto e da lì si erano calati nell'abitazione passando da una botola. Il blitz era durato circa mezz'ora e, a "lavoro" finito, i tre erano andati via con tre borsoni pieni allontanandosi  prima a piedi e poi in auto. A dare l'allarme era stata la stessa Leotta: tornata a casa, aveva trovato l'appartamento a soqquadro e, scesa in strada, aveva fermato una Volante di passaggio. 

Il furto dalla Incardona

Non solo la Leotta, però. Perché qualche mese dopo, a dicembre 2020, a finire nel mirino dei malviventi era stata Eleonora Incardona, nota influencer e, tra l'altro, ex cognata proprio della giornalista, anche lei "seguita" dalla banda sui social per verificare la sua posizione prima di far scattare il colpo.

I banditi, arrampicandosi letteralmente sul palazzo, erano riusciti a entrare nella sua abitazione di via San Nicolao - in pieno centro città - e avevano portato via decine di capi di abbigliamento, borse e gioielli. Proprio dopo quel colpo, i poliziotti - controllando i cellulari dei sospettati e analizzando tutte le immagini a disposizione - avevano iniziato a stringere il cerchio attorno ai ladri. A febbraio per il blitz a casa Incardona erano stati arrestati quattro uomini: un 26enne rom, un ragazzino ancora minorenne e proprio Milenkovic e Kastrati, i due - già in cella - che adesso sono accusati anche del furto a casa della Leotta. 

Al momento degli arresti, da casa di Milenkovic era infatti saltato fuori un vero e proprio tesoro, tra cui parte del bottino di casa Leotta, compresa una borsa da mare che si vede in mano a uno dei banditi al momento della "fuga" da casa della giornalista. Da lì, pezzo dopo pezzo, gli investigatori della II sezione, diretti da Vittorio La Torre, sono riusciti a raccogliere prove e indizi e a dimostrare la responsabilità dei due - e dei loro complici - per il raid a casa della giornalista. 

E le vittime "famose" della banda - che gravitava costantemente attorno al campo rom di Monte Bisbino, nonostante nessuno degli arrestati sia formalmente residente lì - potrebbero non essere finite. Perché nello stesso periodo anche il calciatore dell'Inter, Achraf Hakimi, aveva ricevuto la "visita" dei ladri in un colpo dalle modalità molto simili, quasi identiche. Le indagini su quel furto non sono ancora concluse, ma quel che è certo è che gli arrestati per i blitz negli appartamenti della Leotta e della Incardona hanno sempre messo a segno furti "importanti".

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