Presi i 'ladri dell'abbraccio', in cella Maradona e sua cugina: così derubavano gli anziani

In manette due cittadini romeni, cugini tra loro. In cella per un colpo a Bernareggio

Foto repertorio

La tecnica era sempre la stessa. Lui aspettava in auto, chiaramente con il motore acceso, a poche decine di metri dalla vittima scelta. Lei, invece, entrava in azione: qualche domanda, la richiesta di un'indicazione stradale o di un lavoro e poi l'abbraccio, finto, per prendere il bottino. Quindi, la fuga con quello stesso bottino e il "viaggio" verso un nuovo obiettivo. E la fuga, a dire il vero, gli è anche riuscita più volte, almeno fino a quando i militari non li hanno trovati. 

Due cittadini romeni - Maradona D., di venticinque anni, e sua cugina Pamela D., di ventitré - sono stati arrestati dai carabinieri di Bernareggio e dai colleghi di Novellara in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di furto con destrezza. 

Il colpo da 8mila euro 

Il radar degli investigatori era finito sulla coppia il 16 ottobre dello scorso anno. Quel giorno, verso le 13.30, una donna di ottanta anni era stata infatti derubata del suo Rolex da ottomila euro sotto casa, a Bernareggio, in Brianza. La vittima, ascoltata dai militari, aveva raccontato di essere stata avvicinata e abbracciata da una ragazza, che si era poi allontanata a bordo di una Ford Focus guidata da un uomo. 

Le telecamere di sorveglianza del comune avevano permesso ai carabinieri di recuperare la targa di quell'auto, che i colleghi di Mozzate avevano poi fermato pochi giorni dopo per un normale controllo, identificando le due persone a bordo. 

Il controllo e l'arresto

Da lì sono quindi arrivati i nomi di Maradona e sua cugina, che hanno svariati precedenti per furti commessi praticamente in tutto il Nord Italia e sempre con la stessa tecnica. I loro volti sono stati riconosciuti dall'80enne di Bernareggio e da un testimone, che hanno confermato ai carabinieri che erano stati proprio loro a derubare l'anziana. 

A quel punto, i militari hanno richiesto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i malviventi, che in Italia risultano senza fissa dimora. L'ok del giudice è arrivato venerdì e dalla caserma hanno immediatamente inserito nel database delle forze dell'ordine il mandato di cattura.

Pochi istanti dopo, però, i carabinieri si sono accorti che i due erano appena stati fermati per un controllo casuale a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Così per i due ladri sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere. 
 

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