Rapinano tre hotel, poi vanno a dormire (con l'auto rubata): banditi presi dopo notte folle

In manette due rapinatori. Lo scorso 7 marzo in due ore avevano rapinato tre hotel a Milano

Foto repertorio

Dopo una notte di "straordinari" erano tornati tranquillamente a casa. Con un bottino tutto sommato misero, e dopo aver lasciato dietro di loro tre feriti, se n'erano andati a dormire. Evidentemente, però, non avevano fatto i conti con il Gps installato sulla macchina che avevano rubato. E che avevano lasciato a due passi dal loro appartamento. 

Gli agenti delle Volanti della Questura di Milano hanno arrestato lo scorso 7 marzo due uomini di quarantaquattro e quarantacinque anni - italo egiziano il primo e italiano il secondo, entrambi con una sfilza di precedenti - accusati di rapina aggravata. 

Le quattro rapine in due ore

Quella notte, stando a quanto ricostruito dai poliziotti, i due avevano messo a segno quattro rapine nel giro di due ore. Il loro primo obiettivo - poco dopo l'una - era stato un hotel in via Porro Lambertenghi: i rapinatori, con il cappuccio alzato sulla testa e con una pistola in pugno, avevano immobilizzato il receptionist e avevano aperto la cassa alla caccia di soldi in contanti. Quindi, prima di scappare, avevano colpito l'uomo alla testa con il calcio della pistola.

Poco dopo un altro blitz, con modalità praticamente identiche - compresa l'aggressione finale - in un hotel di via Murat, dove avevano ferito un 56enne. A un chilometro da lì, in via Farini, la terza rapina. A farne le spese era stato un uomo - un 37enne - che era appena sceso dall'auto per acquistare le sigarette a un distributore automatico: i due lo avevano colpito alla testa con l'arma e gli avevano portato via la macchina. A bordo della stessa macchina, alle 3.03, erano arrivati fuori da un hotel di via Pellegrino Rossi, dove avevano stordito il portiere - un 44enne - e avevano chiuso la loro "serie". 

Incastrati dal Gps

A incastrarli è stata proprio quell'auto. I due, infatti, sono tornati in via Tartini con la macchina e l'hanno parcheggiata in strada, sotto una telecamera del comune, che li ha ripresi nitidamente. Un secondo occhio elettronico, invece, li ha immortalati mentre entravano in un condominio. 

Alle 5 è arrivato il segnale del Gps del veicolo e poco dopo è scattato il blitz. Quando i poliziotti sono entrati nell'appartamento - in realtà di proprietà di una donna che stava ospitando i due -, il 45enne stava dormendo, mentre l'altro stava cercando di nascondere le chiavi della vettura in un vaso sul balcone. 

L'italiano, riconosciuto dalle vittime, ha subito confessato. Il complice, invece, ha cercato di difendersi, ma a inchiodarlo sono state le scarpe - molto colorate e in parte catarifrangenti - che indossava al momento dei colpi e che erano stati "catturate" nelle immagini di sorveglianza degli hotel. Il fermo dei due è stato convalidato e per loro si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. 
 

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