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I due spacciatori con l'auto 'imbottita' di droga traditi dai mazzi di chiavi

In manette un 34enne e un 36enne, entrambi cittadini marocchini, fermati dalla polizia

Erano stati attenti a restare "puliti", così da salvarsi in caso di controlli della polizia. Ma purtroppo per loro, proprio durante un controllo di polizia, hanno dimenticato di nascondere tre mazzi di chiavi, che alla fine li hanno messi nei guai. 

Due uomini - un 34enne e un 36enne, entrambi cittadini marocchini - sono stati arrestati mercoledì dagli agenti della squadra Mobile a Milano con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

A bloccarli sono stati i poliziotti della VI sezione, coordinati dal dirigente Massimiliano Mazzali, che in mattinata stavano tenendo d'occhio un bar di viale Certosa davanti al quale era stato segnalato uno strano via vai. Fermi in borghese fuori dal locale, gli agenti hanno visto arrivare un ragazzo e una ragazza che sono entrati e usciti nel giro di pochi attimi, restando nei paraggi. Qualche secondo dopo è invece arrivata una macchina - con due uomini a bordo - che ha fatto una breve sosta per poi ripartire, prima di essere fermata in via Mola. 

I due a bordo, il 34enne e il 36enne, non avevano droga o soldi, ma durante la perquisizione i poliziotti hanno trovato due mazzi di chiavi di due case e un mazzo di chiavi di una macchina. Facendo tutti gli approfondimenti del caso, gli investigatori sono arrivati in un appartamento di via dei Cignoli - di proprietà dell'uomo che era alla guida -, dove sono stati trovati 68 grammi di cocaina e 70 di eroina. La macchina, riconducibile al secondo uomo, è stata invece localizzata in via Cormons: sotto i sedili posteriori c'erano 850 grammi di hashish, divisi in 9 panetti, 45 grammi di cocaina e altri 45 di eroina. 

A quel punto, gli agenti sono tornati nel bar dal quale erano partiti e all'interno hanno sequestrato 3 grammi di cocaina, comprati dal primo ragazzo che era stato visto entrare nel locale. Il titolare, un 47enne cittadino marocchino, è stato indagato per spaccio: l'ipotesi degli investigatori è che i due pusher si "appoggiassero" anche a lui per le consegne.

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