Sabato, 20 Luglio 2024
Il blitz

Arrestato Chirakadze, oligarca russo che organizzò la fuga di Artem Uss

I carabinieri del nucleo Investigativo di Milano hanno scovato l'uomo a Fiumicino

Un'altra tessera del puzzle 'russo' di Artem Uss, Dmitry Chirakadze. È stato scovato all'aeroporto Fiumicino, dov'era in transito da Olbia e diretto a Ginevra. È uno dei presunti complici della rocambolesca fuga del manager russo Uss dall'Italia, avvenuta il 22 marzo 2023 da una casa di Basiglio (Milano), dov'era agli arresti domiciliari. Chirakadze, 54 anni, residente in Svizzera, è ritenuto uno dei "promotori e organizzatori" dell'evasione da cui scaturì un'articolata d'indagine, avviata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e coordinata dalla procura meneghina che finora ha portato a sei arresti. Tutti in qualche maniera coinvolti nel piano per far 'sparire' Uss, figlio dell'oligarca Alexander Uss.

Il provvedimento restrittivo, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, a Civitavecchia, è stato emesso dal gip e "ha accolto integralmente la richiesta della procura in esito a una seconda, articolata e complessa, fase di indagine relativa al reato di procurata evasione in concorso, con l'aggravante del reato transnazionale". Nell'ordinanza firmata dal pm Giovanni Tarzia compare anche il nome della trentatreenne Maria Yagodina, moglie di Uss e irreperibile.

La rete di Artem Uss da Milano a Cipro passando per la Sardegna

Chi è Dmitry Chirakadze

Dmitriy Chirakadze appartiene all'aristocrazia russa in quanto discendente di un Granduca della Georgia e cofondatore del gruppo Pravo.ru. Secondo gli inquirenti, Chirakadze avrebbe contattato preliminarmente i componenti della banda - cinque gli uomini che hanno fisicamente partecipato alla 'liberazione' - e presenziato agli incontri, mantenuto "costanti contatti" con i familiari di Artem Uss e incontrato all'estero, in più circostanze, gli uomini della fuga, tre già arrestati e detenuti in Italia.

Nei confronti del cinquantaquattrenne sussistono "gravi indizi di colpevolezza", secondo la procura, in particolare l'approfondita analisi del traffico telefonico avrebbe consentito di tracciare le sue posizioni "perfettamente compatibili con i luoghi di interesse già individuati dagli investigatori, in particolare quelli dove sono avvenuti incontri e riunioni propedeutiche alle fasi organizzative (alberghi e ristoranti di lusso in provincia di Milano)".

Lo studio delle numerose liste di imbarco di voli "hanno permesso di riscontrare la sua presenza nelle diverse città, italiane ed estere, dove sono avvenuti gli incontri preparatori alla fuga", di documentare i contatti "con l'entourage e i familiari di Artem Uss" e altri presunti componenti della banda.

Chirakadze, legato a Liubov Orlova, risulta "compartecipe in numerose aziende russe unitamente a esponenti della famiglia Uss, anche con incarichi dirigenziali di vertice" tra cui nel capitale di una società mineraria russa di cui Artem è socio. Infine, dalle attività di indagine sarebbe emerso il diretto coinvolgimento della moglie del cinquantaquattrenne nella titolarità di quote della società che gestisce la struttura turistica di lusso, in Sardegna, riconducibile alla famiglia Uss e di un'imponente tenuta di caccia a Krasnojarsk, in Siberia, luogo di vacanza preferito di importanti funzionari russi, tra cui il governatore Alexander Uss.

Il resort in Sardegna e la pista che portava a Cipro

Il nome di Dmitry Chirakadze era emerso in uno degli approfondimenti di Dossier perché vicino alla rete di Uss in Italia per una serie di incroci per nulla casuali, e dai quali gli investigatori sono partiti. Il filo rosso parte da Uss, che dal 2019 fino alla data dell'arresto era stato tra i soci della Hotel Don Diego, società che gestisce l'omonimo quattro stelle di fronte all'Isola di Tavolara, a 12 chilometri da Olbia.

Tra gli amministratori della società risultano i nomi di Davide Boldrin e Shanina Alla (russa, classe '67), oltre alla cinquantenne russa Liubov Orlova, presidente del consiglio di amministrazione e moglie di Chirakadze. Ed è proprio Orlova che controlla la maggioranza di Luxury Sardinia srl, società che possiede a sua volta il 100% della Hotel San Diego. Al fianco di Orlova (titolare di due società anche in Serbia) in Luxury Sardinia c'è una società cipriota, la Dunegens Trading Limited. E Cipro riporta agli schemi tipici delle oligarchie finanziarie russe con i soldi all'estero mossi però dall'isola nel Mediterraneo. Ed è infatti proprio tramite la Dugenens che lo stesso Uss entra nella gestione dell'Hotel Don Diego.

Ebbene, Dmitry Chirakadze, l'uomo residente in Svizzera, che in passato attivo era stato attivo nell'industria estrattiva (uno dei business dello stesso Uss), era legato al gruppo in quanto era tra gli amministratori della Cedric Enterprises, società controllata da Shanina Alla, una delle amministratrici dell'Hotel, secondo quanto risulta a Dossier.

Chirakadze era rimasto coinvolto poi in un crac bancario e dominus di Pravo.ru società che oggi si occupa di informatizzazione dei tribunali in Russia. Alcune delle società della sua galassia compaiono per altro nelle liste sanzionatorie in seguito all'invasione della Crimea. Ad accomunare tutte queste entità è una società di servizi cipriota che ha costituito migliaia di società, gran parte delle quali proprio per soggetti di nazionalità russa, la Romanos Office Services.

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