Danno erariale per oltre 2 milioni: arrestato ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Milano

Arrestate complessivamente 14 persone dalla guardia di finanza di Como. L'operazione

Repertorio

Un funzionario dell’Agenzia delle entrate di Como e un commercialista finiti in carcere, altre 12 persone – un ex dirigente della Agenzia delle Entrate di Como, un ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Milano, 9 professionisti e un imprenditore – agli arresti domiciliari. 

È questo il bilancio di un'operazione della guardia di finanza di Como che ha sgominato un giro di tangenti nella pubblica amministrazione e in particolare nella sede locale dell'Agenzia delle Entrate.

Secondo quanto riferito dalla Procura di Como, gli arresti, disposti dal gip del Tribunale della cittadina lariana, sono scattati per varie ipotesi di reato: corruzione (a carico di 13 degli indagati), emissione ed utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti per oltre 280 mila euro (a carico di una indagata), abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio, nonché favoreggiamento (nei confronti di uno degli accusati). 

Le accuse contestate risalgono al periodo compreso tra il 2012 al 2019. Nel mirino della Procura sono finite mazzette pari a circa 280mila euro, per un danno erariale complessivo circa 2.160.000 euro.

L’operazione di oggi è frutto della seconda tranche dell’inchiesta che, a giugno 2019, aveva portato all’arresto di Roberto Leoni, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Como, e di Roberto La Verde, ex responsabile dell’area legale dell’ente di riscossione. I due dopo l’arresto decisero di collaborare con gli inquirenti, facendo mettere a verbale di aver intascato mazzette da professionisti in cambio di provvedimenti favorevoli come la sospensione di verifiche fiscali, annullamento di avvisi di liquidazione o “sconti” di sanzioni tributarie. 

Decisiva, per il successo delle indagini, è stato l’analisi della documentazione cartacea e informatica sequestrata a La Verde Stefano che ha permesso agli inquirenti di ricostruire e documentare gli accordi corruttivi che lo hanno visto coinvolto, grazie soprattutto a un manoscritto di quattro pagine con l’elenco dei professionisti che lo retribuivano e tutte le somme ottenute.

Dai successivi approfondimenti investigativi sono emersi 22 casi di corruzione (ma per 6 di questi il gip non ha ravvisato alcuna esigenza cautelare) a favore di 37 persone fisiche e giuridiche.Il blitz ha travolto anche l’ex capo del settore gestione delle risorse, amministrazione del personale, contenzioso e disciplina dell’Agenzia delle Entrate di Milano, finito ai domiciliari per indebita rilevazione di segreti di ufficio e favoreggiamento.

È accusato di aver parlato a Leoni dell’avvio di un’indagine a suo carico dopo le dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria da un funzionaro dell’Agenzia delle Entrate di Como. L’ex dirigente risponde anche per abuso d’ufficio per una sanzione erariale che sarebbe stata “indebitamente ridotta” per effetto delle pressioni esercitate su di lui da Leoni e La Verde.
 

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