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L'imprenditore che ha truffato milioni di euro allo Stato (anche durante il coronavirus)

In manette un imprenditore di Bernareggio, attivo nel settore del noleggio auto

Debiti mai saldati con i fornitori, soldi mai pagati all'Erario e affari fatti anche durante i mesi più duri dell'epidemia di covid, senza nessuno scrupolo. Un imprenditore di Bareggio, Rocco M., già noto alle forze dell'ordine ed ex proprietario di una discoteca a Magenta, è stato arrestato giovedì mattina dalla guardia di finanza in esecuzione di un'ordina di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Gli stessi finanzieri gli hanno anche sequestrato beni per 6 milioni di euro, tra cui numerosi conti correnti, cassette di sicurezza, orologi di pregio, immobili e auto.

Le indagini, coordinate dai pm Roberto Fontana e Luca Gaglio, hanno mostrato come l'imprenditore fosse abilissimo nel "giocare" con le società per far sparire i soldi. Il lavoro di investigatori e inquirenti - si legge in una nota della Gdf - "ha consentito di scoprire l’esistenza di un gruppo societario di fatto, riconducibile all’arrestato e alla sua ditta individuale, che ha visto coinvolte nel tempo varie società di capitali operanti nel settore delle carrozzerie ed autonoleggi in diversi comuni dell’hinterland milanese". 

Messo in piedi il castello di società, il passo successivo - sempre secondo le indagini - era "svuotare ciclicamente" i conti, spostando gli assets aziendali a nuove società intestate a prestanome, con le stesse sedi o dipendenti - o facendo arrivare il denaro sui conti personali o su una immobiliare che era "usata come cassaforte del gruppo".

A fare i conti è stata la stessa finanza. "A fronte di un passivo fallimentare di oltre 3 milioni di euro a danno dei fornitori e soprattutto dell’Erario, le fiamme gialle hanno dimostrato distrazioni ingiustificate per 1 milione e 400mila euro. Oltre a ciò il collaudato sistema fraudolento aveva permesso di sottrarre al Fisco altri 4,5 milioni di euro e di omettere i versamenti dovuti per complessivi 8 milioni".

E l'imprenditore ha continuato a lavorare anche nell'ultimo periodo, approfittando delle procedure pre fallimentari previste dall'emergenza covid per rateizzare i propri debiti e per vendere, attraverso una delle sue società, delle mascherine anti covid sfruttando il codice Ateco della ditta. 


 

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