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Cinque mesi di carcere, poi assolto: chiede maxi risarcimento

L'egiziano era stato accusato di avere venduto una dose mortale: ma stava rientrando dal lavoro e si trovava per caso nella zona dello spaccio. Ora chiede 500 mila euro

Cinque mesi di carcere ingiustamente dal 3 ottobre 2009. Lui, un egiziano di trent'anni, era accusato di avere spacciato una dose mortale di eroina a un tossicodipendente. E di averne quindi provocato indirettamente il decesso. Ma in realtà quel giorno stava soltanto tornando a casa dal lavoro. Il 2 marzo 2010 il tribunale gli ha reso giustizia assolvendolo con formula piena e scarcerandolo dopo 150 giorni. Il caso, davvero singolare, è raccontato dal "Corriere".

Cos'era successo quel giorno? Mentre rientrava verso casa, il suo cellulare ha agganciato una cella nei dintorni del luogo in cui era avvenuta la vendita della dose mortale. Ma lui, appunto, non c'entrava niente. Ora, scarcerato, ha presentato ricorso alla corte d'appello per il risarcimento per ingiusta detenzione. Ha chiesto 500 mila euro. Adesso tocca alla corte d'appello decidere se concedergli il maxi-risarcimento.

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