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Arrestato il braccio destro dei "signori della droga": spacciava a Milano la "cocaina rosa"

In manette un dominicano 36enne. Era latitante ed era considerato l'uomo di un cartello

In Svizzera aveva costruito un profilo di sé da cittadino perfetto. Permesso di soggiorno in regola, un lavoro come magazziniere, una famiglia normale e nessun problema con la giustizia. In realtà, però, il suo nome compariva da tempo nella lista dei latitanti internazionali dopo una condanna a otto anni e otto mesi di carcere e quell'identikit da insospettabile in Italia non aveva nessun valore. 

La polizia federale di Berna - su richiesta dei carabinieri della Catturandi di Milano, guidati dal capitano Marco Prosperi - hanno arrestato ad Aarau, in Svizzera, Karl Miguel Fernandez Salcedo, trentasei anni, dalla Repubblica Dominicana, condannato ad aprile del 2013 per traffico internazionale di stupefacenti e ritenuto uomo di fiducia dei "signori della droga" dominicani. 

L'uomo di fiducia dei narcos

Il nome di Salcedo era entrato in un'indagine della guardia di finanza di Varese del 2009, che lo aveva dipinto come il braccio destro di Jorge Luis Tineo Camilo e Yoselin Tineo Camilo, dominicani anche loro, fratelli e narcos dell'omonimo cartello della droga.

Il 36enne - avevano accertato le fiamme gialle - era il riferimento in Svizzera di Jorge Luis, che a sua volta si occupava di ricevere e smistare in Europa - tra Francia, Olanda e Svizzera appunto - la cocaina che Yoselin faceva arrivare direttamente dalla Colombia e dalla Bolivia. 

Ritirato il carico di coca - almeno trecento chili per ogni viaggio dal Sudamerica -, Salcedo si occupava di portare la coca a Milano. Per farlo - dopo che sua moglie, italiana, aveva trattato il pezzo con il narcos in Spagna - viaggiava quasi sempre in treno. Una volta in città, avevano accertato i finanzieri, effettuava lo scambio con gli acquirenti - cessioni mai sotto i trenta grammi - e offriva dosi "di prova" ai potenziali clienti, per convincerli a pubblicizzare il suo prodotto. 

La cocaina rosa da 100 euro al grammo

Sì, perché quella venduta da Salcedo per conto del cartello Camilo Tineo non era droga "normale". La cocaina fatta arriva da Bolivia e Colombia era tra le più pregiate sul mercato: la "rosa corallo", venduta anche a cento euro al grammo. 

La condanna per l'uomo dei narcos - che non era stato arrestato neanche nel 2009, quando l'indagine della Gdf era finita - è diventata definitiva a febbraio del 2018 con il rigetto della corte di Cassazione.

A quel punto sono entrati in gioco gli uomini della Catturandi, che dopo aver avuto la certezza che il latitante non fosse né in Repubblica Dominicana né in Spagna, hanno concentrato le proprie attenzioni sulla Svizzera. 

A inizio maggio le ricerche hanno portato i militari ad Aarau, nel canton Argovia, dove il 36enne si era ricostruito una vita, sperando che tutti si dimenticassero di quella condanna e della sua precedente vita da braccio destro dei narcos.  Salcedo ora si trova nel carcere di Lenzburg e sono già state avviate le pratiche per l'estradizione. 

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