Imprenditore derubato dell'orologio in oro e diamanti: preso lo scippatore da 450mila euro

Il colpo lo scorso 3 agosto in pieno centro a Roma. La fuga dello scippatore è finita a Milano

Era riuscito a restare un "fantasma". Nonostante sulla sua testa pendessero una condanna definitiva e un decreto di espulsione e nonostante avesse scritto il suo nome su un colpo grosso messo a segno nella Capitale, era riuscito a sfuggire alle maglie della giustizia italiana. Ma, suo malgrado, non è sfuggito al "fiuto" di un vice brigadiere e di un appuntato scelto del nucleo Radiomobile dei carabinieri, che alla fine lo hanno incastrato. 

È stato fermato martedì mattina a Milano, Mohamed Z., un algerino di trentuno anni accusato di furto aggravato in concorso per aver scippato, lo scorso 3 agosto a Roma, un orologio da 450mila euro all'imprenditore egiziano Mohamed Ali A., il 52enne presidente di una multinazionale che si occupa di gas ed estrazione di oro e che era diventato "famoso" in Italia per un tentativo di acquisto della banca "Credito industriale Sammarinese" insieme con un investitore saudita. 

Lo scippo da 450mila euro

Era stato proprio lui quel giorno a finire nel mirino di tre uomini che lo avevano sorpreso fuori da un hotel in via Nazionale - pieno centro storico della Capitale- e gli avevano portato via un Audemars Piguet modello Offshore in oro e diamanti.

A strappare materialmente l'orologio, avevano accertato gli agenti del commissariato Viminale, era stato proprio Mohamed Z, che aveva agito con altri due complici. Uno dei due era stato identificato e localizzato pochi giorni dopo a Latina: nel blitz nel suo appartamento i poliziotti avevano trovato l'orologio - parzialmente danneggiato -, ma non lui che era già riuscito a far perdere le proprie tracce. Così come introvabile era anche lo scippatore algerino, colpito da un ordine di rintraccio per il furto e già condannato il 1 luglio a una pena di sei mesi per furto con strappo - per un altro episodio - a cui aveva fatto poi seguito un'espulsione firmata dal Questore di Roma. 

Il controllo in corso Buenos Aires

La fuga di Mohamed è finita alle nove di martedì mattina in corso Buenos Aires a Milano. Per lui i guai sono iniziati quando una pattuglia del Radiomobile ha deciso di controllare di iniziativa una Golf nera sospetta con tre persone a bordo. 

Davanti, alla guida e sul sedile passeggero, c'erano un algerino di trentuno anni e un francese di ventidue, mentre dietro c'era proprio lo scippatore, che ha spiegato ai militari di non avere con sé i documenti perché dimenticati in un hotel in via Vitruvio. 

Convinti che ci fosse qualcosa di sospetto, i carabinieri hanno deciso di accompagnare l'uomo proprio nell'albergo, dove hanno trovato tre valigie già pronte e, soprattutto, hanno scoperto la sua reale identità. 

Dato il rischio di fuga - i tre avrebbero lasciato l'hotel mercoledì mattina - e il pericolo di reiterazione del reato, i militari hanno deciso di eseguire un fermo di indiziato di delitto. Su decisione del pm Roberta Amadeo, per lo scippatore da 450mila euro si sono aperte le porte del carcere di San Vittore. 

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