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Cronaca

Portavano migranti in Italia e organizzavano attentati: presi tre terroristi tra Bari e Milano

In manette sono finite tre persone, accusate di terrorismo internazionale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Altri due sono ricercati. Nei loro cellulari foto degli obiettivi

Due si occupavano di aiutare i clandestini ad entrare in Italia e, magari, cercavano di regolarizzare la loro posizione. Gli altri tre, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avevano il compito di svolgere i sopralluoghi nei posti che avrebbero voluto trasformare nel teatro delle loro azioni di sangue in nome della jihad. 

Immigrazione clandestina e attentati da compiere: tre arresti - Foto

Torna ad allungarsi sull’Italia e su Milano l’ombra del terrorismo islamico, che - ancora una volta - avrebbe voluto colpire nel paese simbolo della cristianità. Lunedì sera, infatti, i carabinieri del comando provinciale di Bari e del Ros hanno dato esecuzione a due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due afghani ritenuti responsabili di “associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. 

Il terzo uomo a finire in manette - altri due sarebbero ricercati - è stato invece fermato mercoledì mattina nei pressi di Porta Romana a Milano. Si tratta di Zulfigar Amjad, pachistano residente a Bari, che è accusato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. 

I tre, quindi, rispondono di accuse diverse, anche se tutti sono stati fermati nella stessa indagine sul terrorismo islamico il che - evidentemente - non esclude collegamenti tra l’opera di favoreggiamento dell’immigrazione del pachistano e l’organizzazione di attentati da compiere che passava invece per le mani dei due afghani. 

I due - il ventitreenne Hakim Nasiri, domiciliato presso il Cara di Bari-Palese con lo status di protezione sussidiaria, e il ventinovenne Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina - sono finiti nel mirino dei carabinieri quando, il 16 dicembre scorso, sono stati fermati insieme a due connazionali - attualmente in Afghanistan - mentre effettuavano riprese video all’interno di un noto centro commerciale di Bari. 

Uno dei due fermati, un trentenne che è riuscito a tornare in Patria, aveva stabili collegamenti telematici con un noto sito talebano. L’uomo, spiegano i carabinieri, munito di permesso di soggiorno, scaricava video e proclami inneggianti alla jihad e fotografie raffiguranti un noto capo carismatico talebano, ucciso durante un raid dell’aviazione statunitense. L’altro, un secondo afghano di ventotto anni, anche lui rientrato in Afghanistan, era invece l’auto del filmato nel centro commerciale di Bari e anche il proprietario di una ripresa dell’area d’imbarco, accessibile solo a seguito di check-in, dell’aeroporto di Bari-Palese. 

Nei cellulari dei fermati, secondo quanto reso noto dai carabinieri, sono state trovate foto di armi, di forze dell'ordine italiane e statunitensi, e delle città di Londra, Parigi e Roma. La presenza di queste immagini, stando alle ipotesi di chi indaga, sarebbe la prova della volontà da parte degli indagati di “catalogare” obiettivi sensibili da colpire in possibili attentati. 

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