Blitz della polizia nel covo dei pusher a Bruzzano: arrestati in cinque ma sono già fuori

Un quadrilatero di degrado spesso al centro delle cronache: le case Aler delle vie dei fiumi

Le case Aler

Il blitz degli agenti del Commissariato Comasina ha rovinato i loro piani. Non si aspettavano una risposta così veloce all'ultimo nascondiglio che avevano trovato per confezionare le dosi da distribuire nel quartiere: la casa di un venditore ambulante amico di uno dei pusher che, all'oscuro di tutto, gli lasciava le chiavi per fargli da dog sitter. Siamo a Bruzzano, all'interno dei cortili degli edifici Aler delle vie dei fiumi: via del Tamigi, del Danubio, del Reno e della Senna. Un quadrilatero di degrado spesso al centro delle cronache. Precisamente in un appartamento al primo piano della scala 'C' di via Tamigi 7.

Durante l'irruzione - avvenuta giovedì 4 maggio - uno dei malviventi ha gettato droga e bilancino dal balcone, un altro è scappato dalla finestra saltando nel vuoto per alcuni metri. Recuperato lo stupefacente - un centinaio di grammi di hashish, venti di cocaina e mezzo grammo di ice - gli agenti hanno poi arrestato i presenti prima, il fuggiasco poi. Compelssivamente sono cinque le persone finite in manette, anche se dopo un notte a San Vittore sono tutti tornati in liberta in attesa del processo. 

Sono tutti personaggi noti alle forze dell'ordine: Alberto S., cinquantaquattro anni, Simone P. ('Pitbull') di ventotto, Mario Domenico P. ('Mimmo') di trentatré, Cristian S. ('Popocchia') di venticinque e Vladimiro S. ('Vlad') di trentasei. Stando a quanto riferito de Elisabetta Silvetti, dirigente del Commissariato, gli ultimi due erano i cosiddetti 'cavallini' e facevano la spola tra la casa e le strade della zona. I primi tre invece avevano - anche per la storia dei loro precedenti - un ruolo più di peso.

Al blitz ha partecipato anche un cane dell'unità cinofila della polizia. Anche se i presenti - racconta la dirigente - continuavano a negare tutto, la droga raccolta da un poliziotto sotto il balcone e una pressa per confezionare l'hashish ritrovata dal cane all'interno della casa, li incastrano. Per il momento il tribunale ha rimesso tutti in libertà: solo Pittella, già finito al centro delle cronache dopo una sparatoria contro il titolare di una lavanderia all'inizio dell'anno, ha l'obbligo di firma.

VIDEO: "L'aggressione e il colpo di pistola"

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