Blitz nel covo del Pablo Escobar di Comasina: in casa il trono come 'Scarface', cinque arresti

Il capo era Simone Pittella, 'Pitbull'. E' stato preso dagli agenti del Commissariato Comasina

Simone Pittella e il suo studio

Sognava di diventare come Tony Montana o Pablo Escobar e - in una piccolissima, ma proprio minima, parte - ci era anche riuscito. A soli 28 anni, forte di una famiglia 'di peso' a sostenerlo, stando agli investigatori, era diventato il boss di un giro di spaccio non indifferente nel quartiere Comasina, zona Nord di Milano. Simone Pittella, 'Pitbull', finito più volte in carcere negli ultimi anni, è stato preso dagli agenti del Commissariato Comasina, guidati da Anna Laruccia. Durante il blitz - rinominato dai poliziotti 'Scarface', come il film di Brian De Palma dove il protagonista era Tony - sono stati arrestati anche i suoi collaboratori più stretti.

A partire dalla fidanzata, Maria Emilia C., 20 anni, e, stando a quanto riferito dalla questura, già fermata con Simone nel 2016. La ragazza è stata però scarcerata su decisione del gip di Milano, Anna Magelli, che ha convalidato l'arresto della giovane, difesa dal legale Amedeo Rizza, ma non ha applicato la misura cautelare in carcere, richiesta dalla Procura, per mancanza di prove. Poi i poliziotti hanno portato via in manette altri tre pregiudicati: Davide Barretta, 27 anni, uomo di fiducia del capo, Antonio Caputo, 32 anni, 'vedetta', e Daniel Pittella, fratello 22enne del boss, con il compito di 'cavallino' e arrestato il 14 febbraio in via Fontanelli per spaccio, ma rilasciato con l'obbligo di firma.

Quando i poliziotti del Commissariato hanno fatto irruzione si sono trovati davanti una scena che gli ha subito catapultati nel noto film del '83: c'era una sala studio con lo stesso arredamento della sala del celebre boss del film. Dietro la propria scrivania in vetro, 'Pitbull' aveva poi un quadro col volto del giovane Al Pacino, interprete del personaggio. Una mania, quella per i capi narcos, evidente anche dal suo profilo Facebook, dove si fa chiamare come il fondatore del Cartel di Medellìn e dove pubblica spesso immagini relative al film di De Palma.

Video: l'interno della casa, le immagini

Gli agenti sono arrivati al covo dopo una segnalazione confidenziale. Gli appostamenti e le osservazioni li hanno portati in via Dora Baltea, in un appartamento preso in affitto dal gruppo, vicino al quadrilatero dello spaccio di Bruzzano. Venerdì 23 i poliziotti hanno fatto irruzione e bloccato tutti i presenti. Sono accusati di detenzione ai fini di spaccio. Nell'abitazione c'era anche un cane pitbull chiamato 'Pablo'.

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In casa hanno ritrovato 168,4 grammi di cocaina, 3.150,00 euro in contanti, materiale da taglio, 8 telefoni cellulari, materiale da confezionamento, un bilancino di precisione e bustine trasparenti di medie dimensioni con tracce di sostanza stupefacente. Vicino all'accesso ai box, all'interno di una cassetta dell'idrante, c'era un borsello con quasi 6 grammi di cocaina. Un arresto che mette la parola fine - per il momento, visto la frequenza con cui torna in piazza - all'ascesa del giovane boss di origini calabresi e legato alla famiglia di Pepé Flachi.

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