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Cronaca

Ipad e buoni benzina gratis: "regalini" a funzionari Trenitalia corrotti

Operazione della Mobile di Firenze anche nel Milanese: 27 arresti tra imprenditori e funzionari Trenitalia. Gli appalti sui convogli erano "truccati" da impiegati compiacenti

Alle prime luci dell’alba di lunedì la Squadra mobile fiorentina e la squadra di polizia giudiziaria del Compartimento polfer della Toscana, nell’ambito delle indagini della Procura della Repubblica di Firenze con Giuseppe Quattrocchi e coordinate dai sostituti procuratori della Repubblica Giuseppe Soresina e Giuseppe Bianco, hanno dato esecuzione a 27 ordinanze cautelari nei confronti di imprenditori privati e funzionari di Trenitalia, ritenuti responsabili  di avere inquinato il sistema degli appalti di Trenitalia.

Diverse sono le province italiane coinvolte dall'operazione, tra cui Milano.

I reati contestati vanno dalla corruzione alla  turbata libertà degli incanti, all’abuso di ufficio nonché all’accesso abusivo alle banche date riservate di Trenitalia.

Sette invece finora le imprese raggiunte da provvedimenti inibitori ai sensi del Dlgs 231/01. Salgono così a oltre 50 le persone complessivamente raggiunte dai provvedimenti cautelari della magistratura fiorentina.

In questa occasione il gip di Firenze ha recepito l’esito degli approfondimenti investigativi effettuati dopo l’esecuzione dei precedenti provvedimenti cautelari, che, si ricorda, hanno riguardato complessivamente - tra ottobre 2011 e gennaio 2012 -  i componenti di  un vasto cartello imprenditoriale operante in tutta Italia e denominato in gergo “La Fratellanza” che agiva per la spartizione sistematica ed a rotazione degli appalti ai danni di Trenitalia, oltre che ai danni di altri enti di pubblico trasporto, e questo grazie alla corruzione sistematica dei funzionari infedeli e preposti alla gestione delle gare negli enti pubblici di appartenenza.

60 persone sono indagate. I nuovi ed ulteriori elementi di prova sono stati acquisiti grazie alla penetrante ed estesa attività di perquisizione e di approfondimento della Giudiziaria che nelle precedenti operazioni cautelari  aveva sequestrato ingente documentazione.

Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di accordi di corruzione permanenti tra pubblici ufficiali addetti alla gestione delle gare di appalto e 14 aziende attive nel settore dei trasporti ed operanti in tutta Italia, accordi in base ai quali le varie aziende ottenevano comunicazioni riservate dai funzionari Trenitalia infedeli che così li avvantaggiavano nei riguardi delle altre imprese concorrenti.

In alcuni casi si è scoperto che alcune aziende venivano,  grazie alla complicità dei funzionari Trenitalia infedeli, messe in condizioni di accedere direttamente – attraverso l’ utilizzo di password segrete – alle banche date di Trenitalia.

Sono stati, inoltre, evidenziati e documentati numerosi casi di corruzione, consistiti nella ricorrente donazione di somme di denaro ed utilità di vario genere (viaggi, buoni benzina, computer, Ipad, etc.) da parte delle aziende favorite ai  funzionari infedeli. 

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