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Processati per droga

Processati per droga

Droga al bar, celebrati processi per titolare e avventore

Il giudice applica il nuovo reato di spaccio di lieve entità

Martedì 25 febbraio il 59enne Francesco T., titolare del bar Tropea in viale Fulvio Testi, era stato arrestato dai carabinieri nel suo locale per spaccio di droga: durante l’operazione delle forze dell’ordine un cittadino kosovaro si era dato alla fuga, ma inseguito e fermato, era risultato che portava su di sé 10 bustine di cocaina e circa 400 euro in contanti. Francesco T., difeso dall’avvocato Arcadipane, aveva ottenuto già i domiciliari in occasione della convalida di arresto mentre per il cittadino kosovaro, pregiudicato e senza fissa dimora, difeso dall’avvocato Riccardo Tomesani, era stata disposta la custodia cautelare nel carcere di San Vittore.

Dopo che la procura aveva ricevuto i risultati delle analisi sulla droga sequestrata, mercoledì 19 marzo si sono svolti i due procedimenti per direttissima. Entrambi hanno patteggiato: 22 mesi con sospensione condizionale della pena il titolare del bar e 12 mesi l’extracomunitario che però li sconterà in carcere.

"Data l’esigua percentuale di principio attivo è stata applicato il comma V dell’art. 73 del Testo unico sugli stupefacenti - spiega Tomesani - riformulato dal decreto svuotacarceri non più come circostanza attenuante ma come figura autonoma di reato di lieve entità e con una pena massima di cinque anni invece di sei, inoltre come si sa il rito alternativo del patteggiamento prevede uno sconto di pena fino a un terzo".

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