Cronaca

“Associazione per delinquere e corruzione”: arrestati in 14 tra medici e imprenditori

Gli arrestati sono accusati di corruzione, associazione per delinquere e falso. I dettagli

“Associazione per delinquere, corruzione e falso ideologico in atti pubblici”. Sono queste le accuse, pesantissime, alle quali devono rispondere ventuno persone - imprenditori, rappresentanti, medici di base e chirurghi - raggiunte da un’ordinanza di misura cautelare firmata dal Gip di Monza

A convincere il giudice per le indagini preliminari a far scattare le manette sono state le indagini della guardia di finanza di Milano, che hanno portato alla luce - spiega la stessa Gdf - “un articolato meccanismo corruttivo” e “condotte illecite poste in essere nel settore sanitario” che vedevano protagonisti proprio gli indagati. 

Soldi e regali in cambio delle protesi

Nei guai sono finiti i rappresentanti della Ceraver, nota società produttrice di protesi - sarebbero stati proprio loro a ideare il meccanismo corruttivo -, diversi chirurghi specialisti in ortopedia e impiegati in strutture sanitarie private accreditate con il sistema sanitario nazionale e medici di base anche loro convenzionati con il sistema sanitario. 

Secondo quanto riferito dagli stessi finanzieri, i medici avrebbero ricevuto soldi e regali da parte dei rappresentanti dell'azienda in cambio delle forniture di protesi, decidendo - parole degli investigatori - di “aumentare gli utili” della multinazionale “anche a discapito della salute pubblica”, in cambio di regali e soldi. 

Medici arrestati e indagati: chi sono

In carcere sono finiti gli ortopedici brianzoli Fabio Bestetti, Claudio Manzini e Marco Valadè, assieme al promoter di Ceraver Marco Camnasio - considerato il vero ‘dominus’ del meccanismo criminoso - e Denis Panico, responsabile commerciale della multinazionale. 

Arresti domiciliari, invece, per altri ortopedici e medici di base, nove in totale: Fabio Peretti di Ispra, Francesco Alberti di Fasdinovo, Carmine Naccari Carlizzi, Michele Massaro e Andrea Pagani - tutti e tre di Milano -, Paolo Ghiggio di Ivrea, Davide Cantù di Lecco e Lorenzo Panico di Salerno. 

Altri sei camici bianchi sono indagati a piede libero e sospesi dalla professione: si tratta di Michele Bonanomi di Merate, Marco Mandelli di Dalmine e Francesco Mangiardo di Cologno al Serio, Stefano Rosino di Varese, Olga Franchini di Lecco e Aniello Iannaccone di Capiago Intimiano. Obbligo di dimora, invece, per Ivano Caracciolo di Bologna.

Tangenti per le protesi al Policlinico di Monza

Punto centrale del meccanismo di corruzione era - stando alle indagini - il Policlinico di Monza. 

I manager Ceraver, secondo gli investigatori, si adoperavano per incentivare i chirurghi dell’ospedale - e di altre strutture “vicine” - a comprare esclusivamente protesi della multinazionale francese - prodotti per altro di qualità inferiore rispetto ad altri sul mercato -, pagando a ogni chirurgo una cifra variabile tra gli ottanta e i cento euro. 

Ai medici di base - hanno ricostruito i finanzieri - spettava il compito di identificare i pazienti da operare e da “indirizzare” proprio negli ospedali “amici”. 

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