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Minaccia a un debitore (foto carabinieri)

Minaccia a un debitore (foto carabinieri)

Ndrangheta a Milano: appalti truccati, estorsione e droga, arrestate 59 persone

L'operazione, che ha visto impegnati circa quattrocento militari dell'arma in tutto il territorio nazionale

Dalle prime ore di martedì mattina, a conclusione di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano nei confronti della cosca ‘ndranghetista Libri - De Stefano - Tegano, originaria di Reggio Calabria, attiva ed operante nel capoluogo meneghino, i carabinieri del Comando provinciale di Milano, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di arresto nei confronti di 59 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di armi, corruzione di pubblico ufficiale, estorsione, associazione finalizzata al traffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti (video).

L’operazione, che ha visto impegnati circa quattrocento militari dell’arma in tutto il territorio nazionale, ha consentito di acquisire gravi e significativi elementi di responsabilità in relazione alle moderne modalità di infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale della Lombardia, riuscendo in particolare a fornire ad imprenditori locali una “protezione totale”, utilizzando in diverse episodi le modalità della estorsione - protezione.

Inoltre si il gruppo riusciva a condizionare l’aggiudicazione di contratti di forniture e prestazioni d’opera, anche con forme di corruttela di pubblici ufficiali.

Tra le altre attività illecite c'era la gestione di una consistente attività di traffico internazionale di sostanze stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana, al fine di accrescere il potere economico della cosca.

La cosca smantellata operava prevalentemente su Milano e in particolare (Giulio Martino della cosca Libri) sulla zona di piazza Prealpi e viale Certosa, come ha sottolineato Edmondo Bruti Liberati nel corso della conferenza stampa. Bruti Liberati ha parlato di "un salto di qualità" ma anche di un "ritorno al passato: erano circa vent'anni che la criminalità organizzata non operava nell'area metropolitana milanese".

Tra gli arrestati un carabiniere, un ex poliziotto e svariati imprenditori, che si erano rivolti al clan per farsi aiutare a esigere crediti e poi erano diventati di fatto parte dell'organizzazione. Emblematico il caso di due imprenditori entrambi arrestati: uno aveva un credito sull'altro ed entrambi si erano rivolti alla 'ndrangheta.

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