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Imprese della ndrangheta col certificato antimafia

Imprese della ndrangheta col certificato antimafia

Le imprese della 'ndrangheta col certificato "mafia free"

Ecco come avevano eluso i controlli antimafia

Due aziende gestite da un boss della 'ndrangheta, ma con il certificato "mafia free" e cioè considerate pulite. E' la "beffa" scoperta a margine dei tredici arresti per 'ndrangheta di martedì 28 ottobre. Si tratta delle due imprese che avevano ottenuto subappalti nel cantiere della tangenziale esterna (Tem), opera connessa a Expo 2015.

Le aziende, effettivamente gestite da Giuseppe Galati (nipote del boss Antonio), erano intestate a un cognato. In questo modo le due imprese hanno ottenuto la certificazione mafia free, per poi vincere due subappalti per un valore complessivo di 450 mila euro.

Ilda Boccassini, magistrato coordinatore dell'inchiesta, presentando i risultati non ha mancato di ammettere che i controlli sono stati fatti male. "Bastava fare uno storico negli accertamenti", ha affermato, mentre il capo della procura Edmondo Bruti Liberati ha specificato che la prefettura ha già rifiutato la certificazione a circa sessanta imprese e che i controlli sono enormi e imponenti.

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