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La vittima il giorno della rapina

La vittima il giorno della rapina

La Ferrari e il Richard Mille edizione limitata: arrestati i banditi del colpo da 200mila euro

La rapina il 15 settembre 2020. Arrestati dalla squadra Mobile i due rapinatori. I fatti

Si sentivano talmente tanto sicuri di sé che tre mesi dopo quel colpo da centinaia di migliaia di euro, erano tornati in città. E anzi, metodici e schematici come sempre, erano tornati praticamente sul "luogo del delitto", finendo per incrociare ancora una volta la loro vittima. Quello che non sapevano, però, è che pian piano gli investigatori stavano stringendo il cerchio attorno a loro, ricostruendo con pazienza tutti i loro movimenti e i loro spostamenti, riuscendo poi per incastrarli. 

Due uomini - D.T., 32 anni, e C.G., 42, entrambi italiani ed entrambi residenti a Napoli - sono stati arrestati giovedì mattina nella città partenopea dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Luigi Fioretta con l'accusa di rapina perché ritenuti responsabili del colpo messo a segno il 15 settembre del 2020 a Milano, quando un uomo era stato scippato del suo Richard Mille edizione limitata dal valore di 200mila euro. 

Il blitz dei banditi, a bordo di uno scooter, era scattato alle 18.30 all'angolo tra viale Sarca e via Rodi. Lì, i due avevano agganciato la Ferrari 488 della vittima e avevano fatto partire il solito copione delle "paranze" specializzate in furti di orologi di lusso. I rapinatori si erano affiancati all'auto e avevano toccato lo specchietto sinistro: appena il guidatore aveva abbassato il finestrino per capire cosa fossa successo, i due gli avevano strappato il Richard Mille dal braccio ed erano fuggiti. 

Il lavoro dei poliziotti della V sezione, guidati dal dirigente Francesco Giustolisi, è partito dalle analisi delle telecamere di zona, che però non hanno restituito troppi elementi, se non qualche frame sfocato dei due uomini in scooter. La svolta è arrivata quando cercando tra gli ospiti degli alberghi di quei giorni erano saltati fuori i nomi di due persone, entrambe residenti a Napoli, ed entrambe con precedenti specifici. 

A quel punto, gli agenti hanno concentrato la loro attenzione sui due e hanno accertato come fossero arrivati dal capoluogo partenopeo qualche giorno prima - facendo la spola con Reggio Emilia - e riuscendo a risalire agli scooter e all'auto utilizzati durante la loro permanenza sotto la Madonnina. Nel corso delle indagini, circa tre mesi dopo il blitz, mentre i poliziotti cercavano elementi utili per identificarli, i due sono anche tornati a Milano e sono stati visti nuovamente dalla stessa vittima aggirarsi con fare sospetto attorno alla sua auto, che evidentemente era finita ancora una volta nel mirino dei trasfertisti. Anche perché, come spiegato da uno degli investigatori che ha dato la caccia ai ladri, le "paranze" dei trasfertisti sono estramamente "abitudinarie": ogni coppia di banditi batte sempre la stessa zona e le stesse strade e si concentra sempre, chiaramente, su auto di lusso che vengono notate mentre i conducenti sono fermi nel traffico.

Raccolti tutti gli elementi di prova, e dopo che i due sospettati sono stati riconosciuti anche dal rapinato, il pm Leonardo Lesti ha richiesto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi emessa dal giudice. Il 32enne e il 42enne sono stati fermati giovedì mattina a Napoli e sono stati portati in carcere. Dell'orologio da 200mila euro ormai non c'erano più tracce. 
 

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