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Il pusher all'opera

Il pusher all'opera

La sala biliardo chiusa per covid diventa base di spaccio: preso il pusher con le dosi 'in buca'

In manette il pusher, un italiano 33enne. Denunciato il titolare della sala biliardo. I fatti

Uno, il titolare del locale, evidentemente aveva trovato un modo per arrotondare e cercare di arginare le perdite economiche causate dell'emergenza coronavirus. L'altro, il pusher, aveva invece scovato un posto sicuro per i suoi affari. O che almeno credeva essere sicuro, perché - suo malgrado - i poliziotti avevano notato ogni suo movimento e al momento giusto lo hanno incastrato. 

Un uomo di 33 anni, un cittadino italiano con precedenti, è stato arrestato mercoledì pomeriggio a Milano con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti dopo essere stato sorpreso a vendere cocaina all'interno della sala biliardo di un bar di via Ferrieri, di proprietà di un cinese 49enne, che è stato indagato per lo stesso reato. 

A fermare il pusher sono stati gli agenti della squadra investigativa del commissariato Lorenteggio, che tenendo d'occhio i "movimenti" in zona via Quarti sono arrivati al 33enne. Dopo averlo seguito per qualche giorno, i poliziotti si sono resi conto che quotidianamente l'uomo si spostava da casa per raggiungere proprio il locale di via Ferrieri, che dispone anche di una sala biliardo, al momento chiusa come previsto dalle norme anti covid. 

Verso le 16, gli investigatori hanno visto un uomo entrare e uscire dal bar nel giro di pochi secondi, lo hanno seguito e lo hanno poi bloccato in vi Caldara, dove hanno scoperto che aveva acquistato una dose di cocaina per 20 euro. A quel punto, gli agenti sono entrati nel locale e lì hanno trovato il 33enne - che stava contando dei soldi -, il 49enne proprietario e un secondo acquirente, che aveva appena comprato due dosi di "bianca". 

Dalla buca di uno dei biliardi sono poi saltati fuori quasi 4 grammi di cocaina e 8 di marijuana, già suddivisi in dosi e per il 33enne sono quindi scattate le manette. L'idea degli investigatori del commissariato è che il titolare del bar - nessun precedente alle spalle e regolare in Italia - avesse aperto la sala biliardo al pusher in cambio di soldi, anche se al momento non è stato possibile quantificare la cifra del potenziale accordo. 

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