Cronaca

Esplosione a Paderno: arrestato il titolare dell'Eureco

L'accusa è di omicidio colposo, traffico illecito di rifiuti e violazioni in materia di sicurezza. Nell'incidente del 5 novembre 2010 4 operai morirono nello scoppio e altri 3 furono ustionati gravemente

I primi soccorsi all'esplosione di Paderno Dugnano

Omicidio colposo, traffico illecito di rifiuti e violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono queste le pesanti accuse con le quali è stato arrestato nella mattinata di martedì 29 novembre, dai carabinieri, il titolare della Eureco, la società di smaltimento rifiuti di Paderno Dugnano dove il 5 novembre 2010 morirono quattro operai e tre rimasero gravemente ustionati. L'ordinanza di custodia cautelare è stata portata avanti dal Nucleo operativo ecologico di Milano e della Compagnia di Desio dei carabinieri. 

Secondo le risultanze investigative del Noe, il titolare dell'azienda sarebbe stato pienamente consapevole delle gravi carenze di sicurezza nel suo impianto, aggravate da un'opera di smaltimento illecito di rifiuti a fini di lucro. In sostanza, l'inchiesta delle procure di Milano e Monza ha portato alla luce uno scenario in cui l'uomo ritirava rifiuti da aziende che gli pagavano regolarmente lo smaltimento, e spesso quello più costoso, per i cosiddetti rifiuti speciali e pericolosi.

Lui, però, dopo il ritiro, non conferiva quelli pericolosi nelle discariche autorizzate, ma faceva aprire i contenitori sigillati e trattare i rifiuti pericolosi dai suoi operai, pur non avendo alcuna autorizzazione in merito, allo scopo di mischiarli ad altri e quindi "trasformarli" in rifiuti comuni, che poi venivano portati in discariche normali, pagando meno e aumentando di conseguenza i ricavi. Tutto questo senza le più elementari norme di sicurezza. Una frode fiscale che riguardava altre società collegate all'attività dell'Eureco ha già portato nell'agosto scorso a tre arresti della Guardia di finanza.

L'inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano e della Procura di Monza ha portato anche a individuare le cause tecniche dell'incendio che provocò il grave bilancio di morti e feriti. Si tratta dell'operazione di miscelazione dei rifiuti pericolosi, detta "setaccio molecolare", che sprigiona dei gas pericolosi e infiammabili. "Rifiuti - precisa una nota del Noe - che venivano manipolati dagli operai in violazione della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro".

 

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