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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

'Ndrangheta: arrestato latitante calabrese, sfuggì alla maxi retata di luglio

Era riuscito a sfuggire alla retata di luglio che aveva eseguito 300 arresti in tutta Italia. Ma due giorni fa, per Giuseppe Medici, latitante di 52 anni, sono scattate le manette. Quando è stato arrestato, aveva documenti falsi

Anche per Giuseppe Medici, calabrese di 52 anni e latitante, alla fine sono scattate le manette. L'arresto è avvenuto due giorni fa a Milano, dopo che l'uomo era riuscito a sfuggire alla maxi-retata del luglio scorso, nella quale erano finite in carcere 300 persone legate a vario titolo alla mala, 160 delle quali nella sola Lombardia.


Medici, che al momento dell'arresto aveva con sé documenti falsi, era già destinatario di un ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari ed è accusato di associazione mafiosa.

  Quando è stato fermato, il latitante aveva con sé documenti falsi  


Secondo le indagini che stanno smascherando le infiltrazioni della mafia calabrese in Lombardia, Giuseppe Medici sarebbe stato l'interlocutore di Carmelo Novella, il boss che era a capo della 'Lombardia' (una sorta di 'cupola' della 'ndrangheta nel nord Italia). Novarella è stato ucciso nel 2008 a causa del suo progetto secessionista che mirava a rendere indipendenti le cosche del nord rispetto a quelle calabresi.


Medici, che sarebbe stato anche membro della locale 'ndrangheta di Mariano Comense (Como), era aiuto cuoco in un ristorante frequentato dai boss Cosimo Barranca (arrestato a luglio) e Vincenzo Mandalari (ancora latitante). Inoltre, è risultato coinvolto nell'operazione 'I fiori della notte di San Vito' che nel giugno del '94 porto' in carcere 370 persone, ma è stato assolto dalle accuse.

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