Machete, coltelli, pistole, cartucce e "bombe" nascosti in casa: nei guai padre, figlio e zio

Un 31enne è stato arrestato. Suo padre e suo zio sono stati invece denunciati. La storia

Le armi sequestrate

A casa di uno di loro hanno trovato armi, bombe e droga. A casa di un altro, una seconda pistola e le munizioni. Il terzo appartamento, invece, è risultato pulito nonostante fosse l'unico dove le armi potevano stare. 

Tre persone - un operaio di trentuno anni, suo padre di cinquantatré e suo zio di cinquantanove - sono finite nei guai giovedì sera dopo un controllo casuale dei carabinieri di Nerviano. Il primo a cadere nella rete è stato il 31enne, che i militari hanno fermato durante un normalissimo posto di blocco mentre viaggiava a bordo della sua Bmw. 

Dopo aver scoperto i suoi precedenti per droga, gli uomini dell'Arma hanno deciso di perquisire l'auto e hanno trovato due palline di cocaina da un grammo ciascuno. A quel punto, i carabinieri sono andati a casa dell'operaio - un appartamento a Parabiago - e lì hanno scoperto un passamontagna, un machete, un coltello con una lama di venticinque centimetri, cinquecento euro in contanti, una Beretta calibro 9, sessantacinque cartucce e tre bombe artigianali "cipolla", che gli artificieri hanno poi fatto brillare. 

A quel punto, per l'uomo - che secondo gli investigatori potrebbe essere un rapinatore - sono scattate le manette per detenzione di droga ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi ed esplosivi. 

La pistola, perfettamente funzionante, è risultata intestata allo zio 59enne, che in passato aveva denunciato anche il possesso di una seconda arma: una Smith & Wesson 357 magnum, che i carabinieri non hanno trovato a casa sua ma da suo fratello, insieme a ottanta munizioni. 

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Così, il legittimo proprietario delle pistole è stato denunciato per omessa custodia, mentre suo fratello - e padre dell'operaio arrestato - deve rispondere dell'accusa di detenzione illecita di armi. 

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