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Il fatto / Stazione Centrale / Via Gianfranco Zuretti

Marito e moglie segregano una 18enne e la fanno prostituire

La giovane, una trans romena di 18 anni, è riuscita a salvarsi grazie a una rete wifi pubblica

Era partita dalla Romania con la voglia di libertà e con la speranza di un lavoro in Svizzera, invece si è trovata costretta a vendere il suo corpo, prima in un hotel a Basilea, poi in un albergo di via Zuretti a Milano (zona Stazione Centrale). E proprio lì, nei giorni scorsi, gli agenti del comissariato Greco-Turro, guidati dal vicequestore Antonio D'Urso, l'hanno salvata e hanno arrestato i suoi presunti aguzzini, due cittadini romeni di 25 anni, marito e moglie, accusati insieme a un'altra trans di 30 anni (indagata in stato di libertà) di organizzazione e sfruttamento della prostituzione in concorso. Protagonista della vicenda, suo malgrado, una trans romena di 18 anni.

I detective milanesi sono arrivati alla camera d'albergo attraverso un'indagine lampo innescata dalla polizia romena. Erano stati gli agenti dell'Est Europa ad aprire il caso su input della madre della 18enne che, dopo settimane di silenzio totale, aveva ricevuto un messaggio Whatsapp con una inequivocabile richiesta di aiuto. La giovane, infatti, era partita per la sua nuova vita lo scorso 22 gennaio: aveva in tasca un biglietto per Basilea (Svizzera) dove - secondo quanto messo a verbale in sede di denuncia - una volta arrivata sarebbe stata segregata in un appartamento da due cittadini albanesi che le avrebbero tolto documenti, smartphone e costretta a prostituirsi. Quest'ultimi, nei giorni successivi, sarebbero stati soppiantati dai due romeni.

Nei primi giorni di marzo - secondo quanto ricostruito dai poliziotti - sarebbe stata portata in Italia dove sarebbe stata costretta a vendere il suo corpo in un albergo in zona Greco-Turro. E proprio da quella stanza la giovane ha inviato il messaggio che le ha salvato la vita: i suoi connazionali, infatti, le avevano dato un telefono con una sim senza credito, in grado solo di ricevere chiamate da potenziali clienti. La 18enne tuttavia ha usato il telefono per collegarsi a una rete wifi pubblica e a contattare la madre che, a sua volta, ha contattato la polizia romena.

Gli agenti del commissariato Greco-Turro, allertati dalle autorità romene e da una segnalazione di movimenti sospetti da parte del portiere dell'hotel, hanno messo a segno un blitz all'interno dell'albergo nella giornata di lunedì 7 marzo. Quando si è aperta la porta della camera i poliziotti hanno visto il 25enne romeno mentre, alle sue spalle, la trans ha fatto un cenno agli agenti che, quindi, hanno identificato tutte le persone all'interno della stanza: la vittima, i due coniugi romeni e la trans 30enne.

Per i due coniugi sono scattate le manette per sfruttamento della prostituzione in concorso mentre la trans 30enne è stata indagata in stato di libertà per il medesimo reato. Da via Fatebenefratelli hanno fatto sapere che sono in corso accertamenti per identificare i due cittadini albanesi che hanno segnato la vita della 18enne. 

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