Cronaca Porta Venezia / Viale Abruzzi

La dipendente della banca incastra il truffatore, che aveva rubato anche la fede alla vittima

Un ragazzo di 24 anni arrestato mercoledì mattina dopo un tentativo di truffa a una donna. Decisivo il fiuto di una dipendente di banca

Per loro era andato tutto secondo il copione. La chiamata per terrorizzare la vittima e convincerla a seguire i loro ordini. Lei che consegna quei pochi oggetti di valore che ha in casa, compreso il simbolo dell'amore di una vita, e va in banca a prendere i contanti. Uno di loro che attende all'esterno per prendere il bottino e poi sparire. Ma non avevano fatto i conti con due variabili: il "fiuto" di una dipendente di quella stessa banca e la rapidità dei carabinieri. 

Un uomo di 24 anni, Vincenzo E., incensurato, è stato arrestato mercoledì pomeriggio in flagranza di reato con l'accusa di truffa in concorso dopo aver raggirato una signora di 56 anni insieme ad alcuni complici, al momento rimasti ignoti. La trappola, come ha poi raccontato la vittima in denuncia, è scattata verso le 12.30, quando la donna ha ricevuto sul telefono di casa una chiamata da un presunto carabiniere di via della Moscova che la informava che suo marito aveva fatto un incidente in auto. Quando lei ha risposto che il compagno era in realtà solito muoversi a piedi, i truffatori si sono riorganizzati e poco dopo hanno contattato la 56enne sul cellulare spacciandosi questa volta per un avvocato. 

Il finto legale - che ha raccontato di essere proprio insieme al marito della signora - le ha detto che attraversando sulle strisce con il rosso l'uomo aveva fatto cadere un motociclista poi finito in prognosi riservata per le ferite. Da qui la richiesta di 12.500 euro per evitare guai con la giustizia. Quando il "telefonista" - l'uomo della banda che è addetto alle chiamate - ha capito che la donna non aveva soldi in casa, l'ha convinta a raccogliere degli oggetti di valore in un sacchetto e ad andare in banca a prelevare 5mila euro, ma soltanto dopo aver consegnato i gioielli a un carabinieri in borghese che avrebbe trovato sotto casa sua, un appartamento tra Città Studi e Loreto. 

La signora, spaventata e confusa, ha effettivamente fatto quanto chiesto e ha messo nelle mani di un giovane - proprio il 24enne arrestato - una collana in oro, un bracciale in oro e la sua fede di matrimonio per poi raggiungere la banca, in viale Gran Sasso. Una volta lì, la 56enne ha detto all'impiegata di dover prelevare del denaro da dare al figlio per un viaggio, anche perché il finto avvocato le aveva detto di non raccontare la verità. Vedendo lo stato di agitazione della cliente, la dipendente - che tra l'altro conosce bene la donna - ha subito capito che c'era qualcosa che non andava e si è fatta raccontare la verità, riuscendo anche a parlare con il "telefonista" che ha subito rifiutato la proposta di un bonifico su un conto corrente. 

A quel punto la vittima ha capito di essere stata raggirata e ha dato l'allarme alle forze dell'ordine, fornendo anche una descrizione dell'uomo a cui aveva consegnato i gioielli. Il resto lo hanno fatto i militari del Radiomobile, che hanno individuato il giovane mentre camminava in piazza Piola. Alla vista dei militari, il ragazzo ha gettato un borsello nero sotto un'auto parcheggiata: proprio lì dentro erano nascosti collana, bracciale e fede della 56enne. Il pm ha disposto per lui l'arresto e il processo per direttissima. Il sospetto dei carabinieri è che sempre lui abbia colpito un giorno prima, ancora una volta a Milano. Sempre con lo stesso copione. 
 

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