Asili, Palazzo Marino: "Stop ai laboratori a pagamento"

Anna Scavuzzo, vice sindaco, contro le attività a pagamento nelle scuole materne. Ecco perché

Un laboratorio teatrale per bambini (Repertorio)

Il comune di Milano è pronto a bloccare i corsi speciali a pagamento per i bambini delle scuole materne. Serve infatti una speciale autorizzazione di Palazzo Marino per queste attività aggiuntive rispetto alla normale didattica, e Palazzo Marino ha deciso di non autorizzarle più. Ma attenzione, solo se a finanziare le attività sono direttamente i genitori. Salve, invece, quelle finanziate dai fondi del diritto allo studio erogati dai Municipi. 

La protesta contro questa decisione arriva dalla materna dei Giardini, in zona Palestro. Dove i genitori erano pronti, come da diversi anni, a pagare 30 euro all'anno per i laboratori teatrali per l'infanzia dell'associazione Alma Rosè, molto attiva in questo campo e la cui qualità è riconosciuta: ha appena ricevuto l'Ambrogino d'Oro. Ma perché il vice sindaco e assessore all'educazione Anna Scavuzzo, peraltro insegnante nella vita privata, ha preso questa decisione?

Il primo motivo, come riferisce il Corriere, è relativo alla disparità tra bambini di scuole diverse. Alcuni asili possono permettersi più iniziative esterne di questo tipo rispetto ad altri, perché la cosa dipende da quanto i genitori sono disposti a spendere. E allora, visto che "il mio compito - spiega l'assessore al quotidiano di via Solferino - è preoccuparmi anche per tutti gli altri", stop ai corsi per chi può pagarli. Si potrebbe aiutare gli asili con un bacino d'utenza meno "ricco" attraverso fondi pubblici, che però potrebbero essere contestati visto che si parla di attività non indispensabili.

Il secondo motivo è quello del metodo con cui si sceglie chi tiene i corsi: nessun bando "uguale per tutti". Tradotto, per l'assessore non basta che i genitori e le maestre scelgano insieme questa o quella associazione. Occorrono "regole certe ed uniformi sull'ingaggio". 

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Il terzo motivo, infine, riguarda la reazione, potremmo dire, 'psicologica' delle maestre, alcune delle quali potrebbero sentirsi "depauperate" nel loro ruolo di insegnanti. L'attivazione di un corso o di un laboratorio tenuto da persone esterne potrebbe indirettamente significare che la maestra non possiede le "competenze". Il che, però, a ben pensarci è ovvio: nel 2016 i tuttologi non esistono più. Né tra le maestre d'asilo né tra i giornalisti né tra gli scienziati. 

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