Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

L'assessore Adriatici di Voghera resta ai domiciliari in una località segreta

L'assessore non si trova più nella sua abitazione, bensì in un luogo segreto

Il gip di Pavia ha convalidato l'arresto dell'assessore leghista alla sicurezza del Comune di Voghera Massimo Adriatici, confermando gli arresti domiciliari. Adriatici è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l'uccisione di Youns El Boussetaoui, 39enne di nazionalità marocchina, avvenuta martedì sera con un colpo di pistola in piazza Meardi a Voghera. Il giudice per le indagini preliminari di Pavia, Maria Cristina Lapi, ha deciso di accogliere le richieste del pubblico ministero Roberto Valli, che chiedeva la conferma degli arresti domiciliari.

Omicidio Voghera: Adriatici ai domiciliari in una località segreta

L'assessore non si trova più nella sua abitazione, bensì in un luogo segreto. La decisione, a quanto si apprende, è stata presa su richiesta della difesa perché sui social sono apparse immagini della sua abitazione. Oltre ad essersi dichiarato "affranto e distrutto" per l'accaduto, ieri Massimo Adriatici ha detto al giudice di non ricordare bene il momento dello sparo.

Nell'ordinanza con cui conferma i domiciliari, il gip di Pavia scrive della "pericolosità dell'indagato" intesa come "attitudine a porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità. Ciò che si vuole evidenziare - scrive il gip nell'ordinanza visionata dall'Ansa - è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni".

Video: la lite fuori dal bar prima dell'omicidio di Voghera

E questo è avvenuto "prima che El Boussettaoui lo colpisse e prima dello stordimento. Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante - scrive il gip -, ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si addivenisse all'evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto". E ciò si ritiene "soprattutto in considerazione della consapevolezza qualificata che si deve richiedere a un uomo con la professionalità dell'indagato per anni nelle forze dell'ordine ed esperto penalista, istruttore delle forze dell'ordine, esperienza in base alla quale l'uomo avrebbe dovuto essere in grado di discernere il rischio effettivamente corso e i valori che era chiamato a bilanciare in tale situazione".

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