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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Porta Ticinese / Piazza Ventiquattro Maggio

Scontri fuori dal McDonald's a Milano: assolto il carabiniere che era finito a processo

Il militare, un appuntato scelto, è stato assolto mercoledì. I fatti a giugno del 2021

È stato assolto il carabiniere che era finito a processo per gli scontri che si erano verificati il 27 giugno 2021 fuori dal McDonald's di piazza XXIV maggio a Milano, in Darsena. Il militare, un appuntato scelto 40enne, era finito sul banco degli imputati con l'ipotesi di reato di lesioni - nell'intervento una ragazzina era rimasta ferita - e mercoledì è stato assolto dopo tre udienze e quasi due anni di processo. 

Quella mattina i carabinieri erano intervenuti dopo che alcuni residenti avevano segnalato una rissa fuori dal fast food. Gli uomini in divisa avevano fatto non poca fatica però a disperdere i presenti e ne era nato uno scontro con alcuni dei giovani, che avevano poi parlato di "razzismo" accusando i militari di aver utilizzato il pugno duro. 

"A seguito di quei fatti fu sollevato un polverone mediatico senza precedenti, in cui i colleghi furono additati di aver agito, abusando del proprio potere, per ragioni dettate dalla profilazione razziale. A tre anni dai fatti, oggi la giustizia ha ristabilito la verità che era scolpita nella roccia: il collega, difeso dall’avvocato Giorgio Carta, è stato assolto con formula piena", ha annunciato Ilario Castello, segretario del nuovo sindacato carabinieri, che ha "assistito" il collega, effettivo al terzo reggimento Lombardia. 

Dopo la diffusione di alcuni video che riprendevano parte del faccia a faccia tra i ragazzi e i militari, il comando provinciale di Milano aveva ricostruito in una nota che l'intervento era nato "su richiesta dei militari dell'Esercito, impiegati nell'operazione Strade Sicure, che hanno richiesto ausilio per una rissa nei pressi del McDonald's che coinvolgeva oltre 20 giovani, in concomitanza con l'orario di chiusura". I video diffusi "sono stati trasmessi all'autorità giudiziaria e sono in corso ulteriori approfondimenti anche in relazione alle circostanze nelle quali è maturato l'intervento, vissute con disagio da tempo dai residenti della zona", avevano chiarito da via della Moscova. 

Dalla loro ricostruzione dei fatti, spiegava la nota dei carabinieri, "risulta che i militari intervenuti sono stati impossibilitati ad effettuare le operazioni di identificazione, nonostante le richieste di collaborazione, in quanto i giovani reagivano, brandendo bottiglie e lanciandole verso i militari. Nelle conseguenti azioni di contenimento, una ragazza ha riportato una contusione alla testa ed è stata portata in codice verde in ospedale per le cure del caso, venendo dimessa nel corso della stessa mattinata con una prognosi di guarigione cinque giorni".

Proprio dal ferimento della giovane, era nato il processo terminato mercoledì. "Abbiamo sin dall’inizio avuto fiducia nella giustizia ma resta comunque l’amarezza per il fatto che il collega abbia dovuto subire un processo con tutte le conseguenze che questo comporta sia a livello economico che a livello professionale, per non parlare della gogna mediatica che ha dovuto sopportare, additato come violento e, peggio, razzista, solo per aver fatto il suo dovere. Come sempre - il commento del segretario di Nsc - le forze dell’ordine sono nel mirino di chi intende speculare su queste vicende con accuse strumentali atte solo ad alimentare odio contro le divise".
 

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