Cronaca

Atm, tutto pronto per il dopo-Catania. Oppure no?

"Silurato" da Pisapia il 29 luglio, Catania tiene ancora il ruolo di direttore generale e in questi mesi ha preparato la transizione. Indolore?

Elio Catania alla presentazione del nuovo tram ad elio (Tm News/Infophoto)

Sarà Atm la prossima azienda partecipata a vedere una "rivoluzione" di nomine. Ma è detto che sarà un cambio indolore. Elio Catania infatti sembra non voler mollare. Era stato nominato ad nel 2007, proveniva dal gruppo Fs. Nel 2009 ha poi assunto la carica di chief executive officer di tutto il gruppo.

Lo scorso 29 luglio Pisapia l'ha "silurato" per dare un segnale di forte discontinuità, ma Catania è anche direttore generale di Atm e questa carica non ha nulla a che fare con le nomine politiche. E' quindi da allora che l'amministrazione comunale cerca una strada per un avvicendamento il più indolore possibile.

Il 15 ottobre scade il mandato e alcune voci davano per certo l'ingresso di Catania nella grande distribuzione come amministratore delegato di Esselunga: proprio in questi giorni il "patron" Caprotti ha infatti lasciato polemicamente la carica (pur mantenendo ruoli operativi) dopo che la magistratura ha deciso di ritirare tutte le copie del suo libro "Falce e Carrello" (condannando Caprotti per diffamazione verso il concorrente Coop).

PRESENTATI I NUOVI TRAM ATM

L'avvicendamento assume i contorni del "giallo". Fino a qualche giorno fa sembrava che i dissapori tra la giunta e il manager fossero di un'altra era. E sembrava che l'unico nodo fosse su quanti soldi dare al manager come buonuscita.

Ma in questi ultimi giorni prende quota l'ipotesi che Catania resti dove sta: nel ruolo operativo di direttore generale. Anche per ridurre l'onerosità dell'esborso da parte del comune. Si vocifera quindi una proroga del ruolo di dg per Catania fino a fine anno. Oppure un'ipotesi ancor più rivoluzionaria: una gestione duale per Atm. L'idea sarebbe questa: il nuovo cda (da nominare) cambia lo statuto per dare all'azienda due organi: un "consiglio di sorveglianza" di nomina politica (il cda stesso) e un "organismo di gestione" staccato dalle nomine, di cui presidente potrebbe diventare proprio Elio Catania.

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