Cronaca Porta Vittoria / Via Carlo Freguglia

Parà morti a Kabul, scrive -6 sul muro: a processo

Un giovane antagonista risponde di villipendio alle Forze Armate (ma il suo legale: "E' un reato di opinione"). I fatti nel 2009

A processo per villipendio delle Forze Armate

Dopo un attentato a Kabul, che aveva provocato la morte di sei paracadutisti italiani, aveva scritto "-6" su un muro di un edificio di via Senato e su un cartellone pubblicitario in via Palestro nel corso di una manifestazione di antagonisti. Ma era stato notato e identificato. Ora, a distanza di sei anni (l'episodio risale al 19 settembre 2009, mentre l'attentato a Kabul è del 17 settembre, due giorni prima), verrà processato.

La manifestazione era stata indetta in ricordo di Abba, il ragazzo che nel 2008 venne ucciso dopo avere cercato di rubare alcuni biscotti da un baracchino. Il giovane antagonista, P.P., che ora ha 26 anni, risponde di villipendio alle Forze Armate e imbrattamento di cose.

Proprio il reato di villipendio è la "causa" di tutti questi anni trascorsi: per procedere per questo reato, infatti, la procura deve chiedere e ottenere l'autorizzazione a procedere da parte del ministero della giustizia, ma la procura milanese non l'aveva ancora fatto. Il suo legale, Eugenio Losco, è stupito del processo "per un reato di opinione a distanza di quasi sei anni" e nota che c'è anche un "giudizio ormai storico sull'utilità e le conseguenze dell'intervento italiano in Afghanistan".

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