Cronaca

Positivo al test cannabis: confermato licenziamento per autista di Atm

Il verdetto della Cassazione conferma quelli di primo grado e di Appello: fumare cannabis per un autista di autobus significa "superare il minimo etico"

Repertorio

E' diventato definitivo in Cassazione il licenziamento, nel 2016, di un autista di Atm trovato positivo al test a sorpresa della cannabis. Per i giudici del terzo grado il comportamento dell'uomo ha violato il "minimo etico" consumando stupefacenti nonostante fosse consapevole del delicato lavoro da lui svolto, cioè conducente di bus per passeggeri.

A nulla sono valse le giustificazioni che ha provato ad addurre l'uomo: dapprima che la cannabis sia considerata una droga leggera, dagli effetti tutto sommato blandi, per cui l'etica non sarebbe stata toccata dal consumo. Infine che prima del test era stato sottoposto a fumo passivo.

A quanto pare, la delicatezza della mansione, cioè il trasporto di terzi, è stata determinante per i giudici: in altri casi, infatti, dipendenti licenziati per consumo di cannabis sono stati reintegrati in azienda, se sono riusciti a dimostrare un consumo soltanto occasionale. Ma in quei casi, a differenza che per l'autista di Atm, le mansioni non prevedevano una responsabilità diretta sull'incolumità di terze persone. Una semplice multa (come chiesto dall'uomo) non è stata valutata sufficiente.

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