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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca San Giuliano Milanese

San Giuliano, auto di lusso contraffatte: arrestati 5 bulgari

A finire in manette con la pesante accusa di concorso nei reati di ricettazione e riciclaggio di autovetture rubate quattro uomini e una donna, tutti di nazionalità bulgara

Avevano trasformato un'autorimessa del condominio Serpenthouse di San Giuliano Milanese in una vera e propria officina per l'alterazione e la contraffazione di targhe e telai di autovetture di lusso, ma nelle prime ore del mattino di giovedì sono stati arrestati dai Carabinieri della Tenenza di San Giuliano Milanese e dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di San Donato Milanese che hanno messo la parola "fine" ai loro traffici criminali.

A finire in manette con la pesante accusa di concorso nei reati di ricettazione e riciclaggio di autovetture rubate quattro uomini e una donna, tutti di nazionalità bulgara. La banda aveva anche a propria disposizione un appartamento che fungeva da base logistica nello stesso condominio.

Il blitz è scattato verso le due del mattino. Una segnalazione anonima al 112 ha denunciato movimenti sospetti in una corsia dei box sotterranei del grande complesso condominiale di Zivido.

Immediatamente due pattuglie dell'Arma, una da San Giuliano e una da San Donato si sono precipitate sul posto. I militari hanno subito individuato, nei pressi di uno dei box, tre uomini che stavano trafficando in modo sospetto. Questi alla vista dei carabinieri hanno tentato una maldestra fuga, ma sono stati inseguiti, bloccati e ammanettati.

Nell'autorimessa gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto una BMW X6 su cui erano già state montate targhe di nazionalità bulgara nuove di zecca. Il cofano del vano motore era ancora alzato. Il numero di telaio era stato appena contraffatto con l'apposizione su quello originale di una placca di lamiera opportunamente sagomata su cui era stato stampigliato il falso numero di telaio.

A bordo dell'autovettura, risultata provento di furto denunciato a Milano il 20 settembre scorso da un libero professionista, vi era ancora il contratto di leasing originale, la carta di circolazione e il vecchio tagliando di assicurazione di cui i malviventi non si erano ancora disfatti e che hanno consentito ai carabinieri di ricostruire la provenienza dell'autovettura.

In un angolo del garage sono state poi rinvenute anche le targhe del veicolo rubato, rimosse e accartocciate. E ancora un vasto kit per la contraffazione composto da bombolette spray di vernici, collanti, mastici, un avvitatore e una rivettatrice per le targhe oltre a sofisticate apparecchiature elettroniche per l'inibizione e il disturbo dei segnali gps degli antifurti satellitari. Indosso a uno dei tre fermati è stato trovato un mazzo di chiavi di un appartamento del condominio. Rapidissime indagini hanno consentito di individuare l'immobile che è stato oggetto di perquisizione.

Nell'appartamento dove stavano riposando gli altri due componenti della banda - un uomo e una donna anch'essi bulgari - sono stati trovati i documenti di circolazione e assicurativi finemente contraffatti che avrebbero accompagnato l'autovettura BMW X6 fino in Bulgaria dove poi sarebbe stata poi venduta. Sempre in casa sono state trovate foto digitali di auto risultate rubate, denaro contante per l'ammontare di oltre 5.500 euro che è stato posto sotto sequestro perché ritenuto provento dell'attività criminale e un discreto quantitativo di chiavi vergini pronte per la codificazione. Infatti le autovetture venivano tutte rubate senza le chiavi a bordo.

Secondo gli investigatori la banda, specializzata nella manipolazione di codici elettronici, targhe e telai, riceveva le autovetture rubate e operava discretamente nel garage del condominio, senza dare nell'occhio, elaborando un'autovettura per volta che a lavoro finito sarebbe stata condotta in Bulgaria e immessa sul mercato locale.

I cinque componenti della banda
sono stati tutti sottoposti a fermo di polizia giudiziaria I quattro uomini R.I.V, classe 1971, R.S. classe 1974, L.M. classe 1978 e K.P., classe 1978, sono stati associati alla casa circondariale di Lodi, mentre la sola donna, T.K. classe 1961, è stata invece portata presso il carcere milanese di San Vittore. Adesso sono a disposizione del G.I.P. del tribunale di Lodi che nelle prossime ore li interrogherà sulle pesantissime accuse che sono state loro contestate. Per il riciclaggio è infatti prevista la pena della reclusione da un minimo di 4 a un massimo di 12 anni.


L'autovettura rinvenuta è stata sequestrata e sarà restituita al legittimo proprietario.

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