Divieto di guidare auto con targa estera ai residenti: prima maxi multa dopo il decreto sicurezza

La norma è stata introdotta col decreto sicurezza voluto da Salvini. La prima multa a Milano all'inizio di gennaio

Repertorio

Nelle pieghe del decreto sulla sicurezza voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini anche regole più pesanti (e una maxi multa) per le auto che circolano in Italia con targa estera. In particolare, chi ha stabilito la residenza in Italia da più di 60 giorni non può cicolare con un veicoo immatricolato altrove.

Le auto con targa estera negli ultimi anni erano diventate "famose" per l'impossibilità, o quasi di colpirle quando violano altre regole del codice della strada, ma anche per le maglie elastiche in quanto a revisione obbligatoria, superbolli e quant'altro, per non dire delle assicurazioni spesso meno onerose. Tanto che, talvolta, venivano "beccati" italiani con auto targate in altri Paesi. 

A Milano la prima multa in base alle nuove regole è scattata venerdì 4 gennaio 2019 da parte della polizia locale, che ha intercettato un'auto con targa romena e l'ha fermata per le verifiche. Il risultato è la multa da 712 euro, il fermo del mezzo e 180 giorni per regolarizzare la propria posizione, altrimenti l'auto verrà confiscata. Per dovere di cronaca, la sanzione può arrivare a 2.848 euro.

Tra turisti e "furbetti", il Comune di Milano ha in mano 110 mila verbali per infrazioni commesse da vetture con targa straniera solo nel 2017. E si è affidato ad una agenzia esterna per riscuotere le relative sanzioni, pagate da meno della metà delle persone.

Tornando alla nuova regola, occorre precisare che il divieto di circolazione dopo un anno per i veicoli portati in Italia attraverso la dogana era già previsto dall'art. 132 del codice della strada. Quello che si introduce è il divieto per chi risiede in Italia da più di 60 giorni (comprese le persone di cittadinanza italiana) a guidare un veicolo con targa straniera, di qualunque genere, compresi furgoni, Tir e altri veicoli commerciali. 

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Fanno eccezione soltanto le auto a noleggio o in leasing provenienti da società (purché Ue o della zona Euro) che non hanno una sede, legale o effettiva, in Italia. Questo significa che il manager tedesco che viene a Milano in trasferta, anche per qualche anno, e guida un'auto intestata a un leasing teutonico, non incorrerà in sanzioni.

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