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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Il caso

I primi risultati dell'autopsia sulla ristoratrice Giovanna Pedretti

La donna sarebbe morta per annegamento: era nelle acque del fiume Lambro

La ristoratrice di Sant'Angelo Lodigiano, Giovanna Pedretti, è morta per annegamento. È quanto emerge dall'autopsia realizzata nella giornata di mercoledì dal medico Giacomo Belli, del Dipartimento di Medicina legale di Pavia. La donna, diventata famosa dopo aver postato la sua risposta a una recensione in cui un cliente lamentava di essere seduto vicino a gay e disabili, riposta messa in dubbio sui social, era stata trovata priva di vita nelle acque del fiume Lambro. Le ferite da taglio riscontrate sui polsi, un braccio, una gamba e sul collo sono risultate essere ferite superficiali, secondo l'esame autoptico.

L'ipotesi principale rimane quella del suicidio, ma si sta accertando se la ristoratrice fosse da sola e perché abbia portato con sé una lametta non affilata con cui si è potuta ferire solo leggermente se davvero era uscita di casa con l'intenzione di farla finita. Dalle tracce risulta che Giovanna Pedretti, prima di essere trovata nel Lambro, abbia girato intorno alla macchina, una Fiat Panda. Per questo continuano le indagini dei carabinieri per cercare di capire cosa sia successo nelle ultime ore di vita della donna che aveva 59 anni. La Procura ritiene, in tempi brevi, di restituire la salma alla famiglia in modo che, così, potranno essere fissati i funerali previsti nella Basilica di Sant'Angelo Lodigiano. 

Le indagini seguono due filoni: la recensione e le ultime ore della donna. Il giorno prima della morte, la donna ha ripetuto ai carabinieri di non averla scritta lei. L'avrebbe salvata mesi prima, poi quando quel cliente è tornato lei lo avrebbe riconosciuto, gli avrebbe detto "non c'è posto, i tavoli sono occupati", e avrebbe colto l'occasione per rispondergli pubblicamente riprendendo le sue parole. Si cercano elementi utili a identificare il cliente, a capire chi sia, se davvero esiste.

I carabinieri indagano per risalire all'identità del computer o dello smartphone dal quale sarebbe partita la recensione online di un cliente della pizzeria, che si sarebbe lamentato per aver mangiato nel locale con a fianco due persone gay e un ragazzo disabile. La questione della veridicità della recensione era stata sollevata sui social. I militari hanno chiesto a Google una risposta per chiarire ogni dubbio, anche perché Giovanna Pedretti non ha lasciato biglietti d'addio. Dopo le polemiche, la ristoratrice era stata sentita dall'ufficio di polizia giudiziaria. Il marito Aniello D'Avino detto Nello, che l'ha accompagnata al colloquio con i militari, avrebbe detto: "Era ossessionata dagli haters, io e nostra figlia le dicevamo di stare tranquilla, di non preoccuparsi, che sarebbe finita presto".

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