Milano, tra lame e denti rotti col tirapugni: il mondo della baby gang delle case popolari

Le indagini proseguono per accertare se la baby gang abbia a che vedere con alcune molestie sessuali denunciate da alcune ragazzine nei parchi attorno a corso 22 Marzo

Volante in larco Marinai D'Italia

Facevano il bello e il cattivo tempo nelle zone che frequentavano. E ogni volta che riuscivano a beccare in contesti un po' più isolati i loro coetanei, anche se spesso erano di uno o due anni più piccoli, tiravano fuori i coltellini, i cacciaviti o i tirapugni per rapinarli di soldi e smartphone. Quando le vittime erano 'vestite bene', allora erano costrette anche a 'spogliarsi' si felpe, cinture e scarpe all'ultimo grido.

Il boom di rapine a marzo 2019

A catturare l'attenzione dei poliziotti del Commissariato Monforte Vittoria, diretto da Roberto Guida, sono stati in particolare gli ultimi dieci giorni di marzo 2019. Nelle zone attorno a corso 22 Marzo - via Cena, largo Marinai D'Italia, piazza Cinque Giornate, Largo Marinai d’Italia, piazza Grandi, via Mondolfo e via Cervignano - c'è un exploit di rapinette contro studenti tra i 13 e i 16 anni. Ad agire, dicono alcuni dei minori che si sono spinti a denunciare alcuni anche grazie ai comitati genitori delle scuole, è una baby gang. Volti noti sia alle vittime, che ai poliziotti che quotidianamente pattugliano quello spicchio di Milano.

I controlli in borghese davanti alle scuole e i primi due arresti

In maniera discreta cominciano i controlli del territorio. Gli agenti in borghese si piazzano nelle aree frequentate dagli studenti all'orario d'uscita di scuola. In particolare, il 28 marzo, un terzetto di adolescenti già noto alle volanti viene pedinato da vicino. Mentre uno di loro va via, gli altri due restano a forzare una bicicletta de servizio sharing Ofo. Sempre osservati dagli uomini del Commissariato in borghese. Sulla bike raggiungono via Cena, all'altezza del supermercato Esselunga. Davanti al negozio, in attesa della nonna, c'è un ragazzino che viene minacciato con un cacciavite. La sua tentata reazione gli costa una ferita alla mano ma nel frattempo viene salvato dai poliziotti che arrestano la coppia - classe 2004 e 2005 - per rapina. Nelle case dei due, poi, ci sono alcune delle felpe e dei cellulari rubati ad altri studenti nei giorni precedenti. 

Con i primi due giovanissimi al Beccaria, la situazione si calma per un po': benché la notizia del loro arresto non venga data ai giornali, i loro compagni di scorribande sanno di avere gli occhi puntati addosso e, consapevoli dei loro reati, smettono per un po' di frequentare le loro piazze. Gli investigatori, dal canto loro, proseguono le indagini per risalire a tutti i membri della baby gang. Finalmente nei mesi estivi, convinti di non essere più nel mirino dei poliziotti, i ragazzi ritornano alla solita vita.

I quattro arresti e i contesti famigliari degradati

Gli agenti hanno di nuovo 'vita facile' per continuare l'attività di foto segnalamento e osservazione. I mesi passano e nel frattempo, grazie a quell'attività di polizia giudiziaria, si arriva a un'ordinanza di custodia cautelare con collocamento in comunità per altri quattro ragazzini. 

Hanno tra 15 e i 17 anni, sono italiani, qualcuno di origini nordafricane, ma in comune hanno soprattutto il fatto di provenire da contesti familiari difficili: due di loro, per esempio, vivevano in case occupate abusivamente dalla famiglia nelle palazzine popolari di Calvairate e viale Molise.

Le rapine col tira-pugni e le molestie sessuali alle coetanee

I baby criminali, ora rinchiusi in comunità a Milano, Pavia, Brescia e Mantova, sono accusati di aver realizzato complessivamente sei colpi. Uno di questi, precisamente, è rimasto solo tentato ma è stato molto violento perché alla vittima hanno rotto un dente con un tirapugni. Secondo gli investigatori però, le rapine potrebbero essere almeno un'altra decina. 

Le indagini proseguono per accertare se la baby gang abbia a che vedere con alcune molestie sessuali denunciate da alcune ragazzine nei parchi della zona. Si tratterebbe, come spiegato da Roberto Guida, di 'atteggiamenti limite': originati anche dall'abuso di alcol e in alcuni casi sostanze stupefacenti.

Video: i controlli della polizia

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