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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Porta Ticinese / Corso di Porta Ticinese

Odore e "deiezioni umane" in Colonne: la "'difesa" dei bagni mobili

Gli addetti ai lavori in difesa del bagno chimico, troppo spesso citato come "cattivo esempio" e invece, per molti, soluzione "efficiente ed ecologica"

Movida, afflusso di turisti da tutto il mondo ed Expo sempre più vicino sollevano la problematica del bagno pubblico che non c’è. Zone degradate e maleodoranti come le Colonne di San Lorenzo, bar che non sono più obbligati a garantire il servizio e residenti che non ce la fanno più.  

Dopo alcune pubblicazioni sulle testate locali a scatenarsi sono gli addetti ai lavori, che si scagliano in difesa del bagno chimico, troppo spesso citato come “cattivo esempio” e invece, per molti, soluzione “efficiente ed ecologica”.

"ORA RIVOGLIONO I VESPASIANI, CHE SONO ANCHE ANTI-FEMMINISTI" - “Ho sorriso, avendo i capelli bianchi e 69 anni di età - spiega Pio Benvenuto della Sesi, concessionario meneghino della toscana Sebach (che gestisce il noleggio dei bagni chimici in tutta Italia) - nel leggere il peana dei vespasiani nella cronaca di Milano. Sono andato indietro nel tempo agli anni della mia adolescenza, ricordando con quale enfasi vennero tolti dalle città i vespasiani, in quanto fatiscenti, maleodoranti, poco decorosi e anti-femministi (non utilizzabili dalle donne) e ora leggo che vengono presentati come ”l’unica alternativa al flop degli attuali bagni chimici”.

COLONNE DI SAN LORENZO: "LA COLPA DEL DEGRADO" - "Come esempio negativo per i bagni mobili si fa riferimento alle Colonne di San Lorenzo di Milano e si scrive che nessuno, però, vuole usare le piccole cabine: men che meno il popolo della movida, che finisce per imbrattare muri ed angoli bui pur di non entrare nel claustrofobico bagno chimico. Abbiamo trovato il colpevole del degrado della zona Colonne San Lorenzo: il bagno mobile. Mi sembra impreciso e superficiale. Vorrei ricordare che il degrado nella zona segnalata è ben anteriore all’installazione dei bagni mobili e sarebbe sufficiente parlare con gli abitanti della zona per conoscere la reale situazione causata dai frequentatori della movida", prosegue Benvenuto.

COSA DICE L’ASSESSORE? “L’assessore D’Alfonso (Franco, assessorato al Commercio, ndr) propone strutture in muratura allacciate a rete fognaria e dice “basta bagni chimici”? - dichiara poi Giampietro Sibra di Ambrosiana Spurghi, concessionario Sebach su Milano -. Questo è quello che si legge sui giornali ma è un pregiudizio rafforzato ultimamente dalla cattiva immagine che alcuni bagni mobili hanno offerto nella pubblica via, causa il sovra-utilizzo e il degrado causato dal mancato presidio; disservizi dovuti a budget ristretti. II wc chimico non va visto in sè come semplice manufatto igienico, ma strettamente legato alla frequenza delle pulizie, e alla congruità numerica di wc che l'evento richiede".  

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