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Bagarre alla Scala

Bagarre alla Scala

Scala, bagarre al "Ballo in maschera" in chiave politica: regia contestata

Lancio di volantini contro l'attualizzazione dell'opera verdiana, ma anche otto minuti di applausi nel finale. E Pereira (nuovo sovrintendente): "Michieletto farà altre regie qui"

Applausi alla Scala per il "Ballo in maschera" al debutto con la regia di Damiano Michieletto, ma anche contestazioni, urla di "vergogna" e volantini proprio contro la regia. E' successo di tutto al teatro alla Scala martedì sera. Tutto ruota intorno alla scelta di Michieletto di trasportare la vicenda in tempi moderni immaginandola nel bel mezzo di una campagna elettorale. Il "Ballo in maschera" in chiave politica attuale non è affatto piaciuto ad alcuni appassionati che avevano già fatto capire, nei giorni scorsi, che avrebbero in un modo o nell'altro manifestato il disappunto.

Alla fine del primo atto sono stati lanciati alcuni volantini da un lato del loggione, con scritto "Verdi perdona loro perché non sanno quello che fanno" o "Questo è un sacrilegio". In alcuni fogli anche commenti più articolati: "Chi non rispetta l'arte non è degno di farsi chiamare artista", "Una regia o uno scenografo non possono offendere la tradizione e il buon gusto", "Chi oltrepassa i limiti del rispetto dell'arte merita solo disprezzo" e altre espressioni simili.

Poi, all'inizio del secondo atto, quando la scena si è aperta sul campo dove Amelia di notte doveva raccogliere l'erba magica ed è apparsa una prostituta con miniabito fucsia, qualcuno ha urlanto: "Vergogna, che schifo", ma è stato zittito da altri del pubblico ("Idioti, silenzio!").

Michieletto non è nuovo a interpretazioni estreme. In passato ha messo in scena un "Così fan tutte" interpretandolo come uno scambio di coppie in un hotel di design, ma anche la "Bohème" come una storia di precariato. Nel "Ballo in maschera" ha visto la vicenda del governatore di Boston innamorato della moglie del suo migliore amico come una riflessione sul potere politico e sul contrasto tra sfera privata e immagine pubblica. Così la maga Ulrica è una specie di "santona" delle televisioni americane. Il ballo in maschera in cui si compie l'omicidio del governatore un party elettorale.

Alla fine della rappresentazione, otto minuti di applausi ma anche altri volantini contro il regista. E la promessa di Alexander Pereira, nuovo sovrintendente del teatro (prenderà "pieni poteri" nel 2015): "Sicuramente Michieletto farà nuove regie anche alla Scala".

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