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Mangiagalli

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Bimba muore alla Mangiagalli: accusa di omicidio per i medici

Il fatto

Tre medici della clinica Mangiagalli sono finiti in tribunale con l'accusa di omicidio colposo. La vicenda riguarda la morte di una neonata, figlia di una giovane donna marocchina. La bimba sarebbe morta, secondo la Procura, perché i medici non le hanno praticato tempestivamente un taglio cesareo.

Il fatto risale a quattro anni e mezzo fa, quando nel novembre 2009 Khaoula B.R., 22 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno, si recò in clinica per il parto. "Arrivata in clinica il giorno 6, dopo 40 settimane di gestazione - secondo quanto racconta Il Giorno - rimase a lungo in sala travaglio. Poi, evidentemente, qualcosa andò storto. Non era il primo figlio per lei, che già aveva un maschietto di pochi anni, eppure quel parto ebbe dei grossi problemi". 

I medici - contesta la procura - "procedevano, al fine di sollecitare le contrazioni, a praticare manovre traumatiche scorrette" (visto che la paziente non spingeva per la stanchezza dovuta al lungo travaglio). Non solo, nonostante le spinte da sole non potevano essere sufficienti, i tre medici intervenivano anche con la ventosa ostetrica, che finiva per causare il danno irreparabile. Con ripetute applicazioni - sostiene l’accusa - "hanno provocato prima la rottura dell’utero, con distacco della placenta, e poi, conseguentemente, la morte fetale endouterina della nascitura". Una situazione evitabile se solo i medici avessero optato per  il semplice cesareo.

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