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La riproduzione della stanza di Alda Merini (Melley/MilanoToday)

La riproduzione della stanza di Alda Merini (Melley/MilanoToday)

Riapre il museo di Alda Merini: un bando a gennaio 2014

Concessione gratuita a un soggetto del no profit per tre anni, che garantirà la riapertura e la fruizione con attività legate alla poesia

La "Casa Merini", ovvero il museo dedicato all'indimenticata poetessa dei Navigli e di Milano, rinascerà. Appena dopo la scomparsa, la giunta Moratti decise di destinare un immobile in via Magolfa 32, molto vicino all'appartamento di Alda Merini sul Naviglio, a museo permanente, ricreando anche gli spazi interni come la stanza da letto della grande poetessa milanese.

Tuttavia, dopo un iniziale entusiasmo, purtroppo il museo ha iniziato ad essere troppo poco frequentato per tenerlo in vita. Questo almeno il giudizio della giunta Pisapia, che nel corso del 2013 ha deciso, nell'ambito della "spending review", di ripensare alla cosa chiudendo temporaneamente lo spazio (tranne che per visite su appuntamento).

Ora la giunta ha annunciato che a gennaio sarà aperto un bando per affidare l'immobile a un soggetto no profit. La nuova denominazione sarà "Casa delle Arti - Spazio Alda Merini". Lo spazio verrà assegnato gratuitamente per tre anni. L'obiettivo primario è di promuovere la conoscenza dell'opera e della vita di Alda Merini, valorizzando tutti i beni già esposti, ma anche di promuovere attività culturali legate alla poesia in generale. Resta quindi intatta la casa museo del primo piano, ma si farà in modo che via Magolfa 32 diventi uno spazio aperto per la cultura a Milano.

LE LINEE GUIDA - Chi partecipa dovrà presentare un programma di utilizzo dello spazio, garantendo al massimo l'apertura oraria e le qualità delle iniziative. Sarà cura dell'assegnatario provvedere agli allestimenti e mantenere gli spazi. Una parte (28 mq) potrà essere adibita a ristoro, a patto di reinvestire totalmente gli introiti nella proposta progettuale. La concessione gratuita, di tre anni, potrà poi essere rinnovata per altri tre anni a fronte della presentazione di una nuova proposta e della verifica del buon esito dei primi tre anni di utilizzo.

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