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Polemiche sulla futura moschea di Milano

Polemiche sulla futura moschea di Milano

Moschea, il Caim promette un ricorso al Tar

Il coordinamento associazioni musulmane contro il bando comunale per i nuovi luoghi di culto

Il Caim (coordinamento associazioni islamiche) dichiara guerra al bando del comune sui nuovi luoghi di culto, pubblicato il 30 dicembre 2014 dopo un lungo iter e alcuni rinvii. E ne chiede la revoca, promettendo in caso contrario il ricorso al Tar. Secondo il Caim, alcuni punti del bando sono illegittimi. In particolare il coordinamento guidato da Davide Piccardo contesta criteri inseriti in extremis, che premiano ad esempio chi ha sottoscritto la carta dei valori del governo, cosa fatta però solo da una associazione sulle 52 dell'albo comunale delle confessioni religiose.

Contestato anche il punto in cui verrebbe revocato lo spazio nel caso di attività illecite accertate. Senza - spiega il Caim - verificare se chi gestisce la struttura sia coinvolto o no sull'attività illecita accertata.

Il Caim contesta anche il fatto che siano state individuate soltanto tre aree: secondo il coordinamento, questo significa "mettere le varie associazioni religiose in competizione economica tra loro" per aggiudicarsi una delle aree, col risultato - per il comune - di "fare cassa". Nonostante le critiche, però, dal Caim arriva anche una sostanziale approvazione dell'operato della giunta sull'argomento, per avere mantenuto un dialogo costante con le associazioni religiose e soprattutto per avere difeso strenuamente il percorso per creare questi luoghi di culto. "Anche se Milano arriverà impreparata sull'argomento per l'Expo", concludono dal Caim.

Il comune di Milano ha però risposto che il bando non verrà ritirato. "Ci chiedono di revocare il bando per i luoghi di culto", ha scritto Pierfrancesco Majorino (assessore alle politiche sociali) sul suo profilo Facebook: "Oggi, ironia della sorte in un giorno tanto triste per tutti (per l'attentato a Parigi, n.d.r.), ce lo chiedono sia l'ex Vice Sindaco De Corato che il portavoce del Caim. Noi, invece, andiamo avanti. Son convinto di due cose a cui non voglio rinunciare. 1) Va garantito il diritto di culto, senza discriminazioni; 2) Per combattere la follia fondamentalista (se posso usare queste parole) sono più efficaci i luoghi trasparenti e in regola piuttosto che i garage e gli scantinati".

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